194mo Arma

Carabinieri: patrimonio delle comunità.
Il 194° Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri

di Rossella Smiraglia

194° Arma dei Carabinieri Con lo slogan “Carabinieri, patrimonio delle comunità”, si è tenuta il 5 Giugno a Roma la festa dell’Annuale di Fondazione dell’Arma dei Carabinieri – come di consuetudine da molti anni, in piazza di Siena – all’interno della splendida Villa Borghese, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, del Ministro della Difesa Ignazio La Russa, del Capo di Stato Maggiore Vincenzo Camporini, del Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu, e ancora tra gli altri, il Presidente del Senato, Sen. Renato Schifani, il Presidente della Camera dei Deputati, On. Gianfranco Fini, il Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi, l’Avv. Gen. dello Stato Luigi Mazzella in rappresentanza del Presidente della Corte Costituzionale, e numerose altre Autorità istituzionali, civili, militari e religiose e di molti rappresentanti del Parlamento Italiano.
Nella mattinata, la cerimonia è stata preceduta dalla deposizione di una corona al Sacello del Milite Ignoto, all’Altare della Patria ed al Sacrario dei Caduti presente all’interno del Museo Storico dell’Arma.

La Banda dell’Arma dei Carabinieri ha aperto ed accompagnato con le sue note la sfilata del Medagliere, della Bandiera di Guerra dell’Arma e dei tre Reggimenti di formazione che hanno dato dimostrazione degli intensi addestramenti assumendo varie formazioni, in un incedere armonioso che ha disegnato varie figure nell’arena.
Tra i reggimenti schierati erano presenti i Reparti Speciali tra cui il reggimento paracadutisti “Tuscanica”, il G.I.S. Gruppo di Intervento Speciale, il 3° reggimento della Fanfara a cavallo ed il 4° reggimento a cavallo comandato dal colonnello Francesco Ferace.
194° Arma dei Carabinieri Nel dettaglio, i Reparti si sono schierati su tre Reggimenti di formazione e dopo l’ingresso della Banda dell’Arma dei Carabinieri e del Medagliere dell’Associazione Nazionale Carabinieri, il Labaro dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani dei Militari dell’Arma dei Carabinieri, la Compagnia multinazionale della Forza di Gendarmeria Europea (EGF) ed una rappresentanza del COESPU (Centro di Eccellenza per le Stability Police Units).

194° Arma dei Carabinieri Quindi, sempre a seguire, la Bandiera di Guerra dell’Arma, lo Stendardo e Bandiera di Combattimento della Fregata “Carabiniere”, su tre Reggimenti di cui: il 1° su due Battaglioni di allievi dell’Accademia di Modena, della Scuola Ufficiali, della Scuola Allievi Marescialli e Brigadieri e della Scuola Allievi Carabinieri di Roma; il 2° su tre Battaglioni con Bandiera e militari del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti “Tuscania” e del G.I.S. (Gruppo di Intervento Speciale), dei Reggimenti 7° “Trentino-Alto Adige” e 13° “Friuli-Venezia Giulia”, dell’8° Battaglione “Lazio”,
dei Comandanti di Stazione, dei Carabinieri di Quartiere ed una Compagnia di militari in uniforme di servizio invernale con bandoliera. Presente una Compagnia di Carabinieri di “Cacciatori” di Calabria ed una mista di militari Elicotteristi, del Raggruppamento Investigazioni Scientifiche, del Nucleo Operativo Ecologico, dei Nuclei Antisofisticazione e Sanità, del Servizio Navale, Cinofili, Subacquei e Rocciatori; il 3° Reggimento montato composto dalla Fanfara a cavallo con Stendardo e Gruppo Comando con Bandiera Colonnella, uno Squadrone di Corazzieri e 3 di Carabinieri del 4° Reggimento a cavallo, più rappresentanze delle Gendarmerie a cavallo di Spagna, Portogallo, Olanda, Marocco, Romania e Cile. Fuori dallo schieramento la Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri di Roma.

194° Arma dei Carabinieri Dopo lo schieramento il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha passato in rassegna i reparti accompagnato dal Ministro La Russa, quindi è salito sul palco d’onore.
In un messaggio inviato al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Gianfrancesco Siazzu, il Presidente Napolitano ha rivolto un “omaggio alla gloriosa Bandiera dell’Arma, simbolo di amor patrio, di fedelta’ e di onore militare. Il primo pensiero è andato ai militari caduti nell’adempimento del dovere i quali […] hanno perso la vita per il rispetto della legge contro ogni forma di sopraffazione e di violenza. La loro memoria contribuisce a rinsaldare e diffondere i valori di liberta’ e democrazia fondamento della nostra Carta Costituzionale”.
IL generale Camporini, presa la parola, ha sottolineato che il 194° anniversario dell’Arma rappresenta un’ulteriore tappa della storia del nostro Paese e ricordando in particolare coloro che hanno dato la vita, al servizio del Paese,agli uomini e donne impegnati ogni giorno, ha rivolto un augurio speciale.
194° Arma dei Carabinieri Successivamente ha preso la parola il ministro La Russa che, dopo aver salutato il Presidente Napolitano e le altre cariche dello Stato presenti, ha reso omaggio al Tricolore. Nel suo discorso ha detto:« […] a quasi due secoli dalla sua fondazione, l’Arma dei Carabinieri è una risorsa insostituibile per il sistema di difesa e sicurezza dimostrando grande vitalità […]. La tutela dell’ordine e della legalità è oggi più che mai segnata dalla diversità e fluidità delle minacce della criminalità diffusa e locale a quella organizzata e transnazionale, al terrorismo internazionale. […] All’estero, insieme ai contingenti delle altre Forze Armate sono interpreti delle più alte virtù della Nazione: la solidarietà, l’umanità, il rispetto per le culture diverse. […]Perno del ruolo di pubblica sicurezza – ha continuato il Ministro – sono le oltre 4600 stazioni e tenenze dei Carabinieri che rende concreto il controllo del Territorio e la vicinanza ai cittadini.
[…] L’ Arma non è solo un fenomeno organizzativo fatto di schemi ordinativi e dotazioni tecniche ma è un organismo vitale che funziona, e funziona bene, anche perché tutti i suoi componenti sono convinti dell’utilità sociale del loro operato quotidiano…. Sanno di essere il pilastro su cui si fonda la civile convivenza della nostra Nazione».

194° Arma dei Carabinieri «Da 194 anni l’Arma vive i momenti più importanti della storia del Paese ed accompagna la vita quotidiana delle oltre 8.000 municipalita’, con un’unica missione: garantire la legalità, proteggere e sostenere la popolazione – ha detto il Generale Siazzu nel suo messaggio del 5 Giugno inviato a tutti i militari dell’Arma –
A tutti i carabinieri caduti ed alle loro famiglie la nostra commossa riconoscenza e la nostra affettuosa vicinanza. L’anno appena trascorso ha visto ancora una volta l’Arma in prima linea nella lotta al crimine di ogni tipo, con la ferma volontà di non deludere le istanze dei cittadini e di perseguire gli obiettivi di massima efficienza saldamente ancorata ai valori irrinunciabili della Militarità ed ai principi di fedelta’ alla Nazione e disinteressata dedizione, vere pietre fondanti dell’Istituzione. Il mio sincero ringraziamento a tutti voi che in Italia ed all’Estero onorate l’Arma con staordinario impegno, contribuendo alla sicurezza della popolazione e mantenendo elevato il prestigio dell’Italia nel mondo».

E’ seguita la consegna delle medaglie d’oro. Particolare commozione ha suscitato la consegna delle medaglie alla memoria, ritirate da mogli e figli di uomini che sono “giunti all’estremo sacrificio nell’adempimento del loro dovere”, ed ai quali l’Arma dei Carabinieri fa sentire la loro vicinanza non solo in queste occasioni, ma nel sostegno quotidiano alle famiglie dei loro colleghi.
194° Arma dei Carabinieri La prima Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” è stata conferita all’Appuntato Scelto Ciro De Vita, 2 medaglie d’Oro al Merito Civile “alla memoria” per il Maresciallo Capo Stefano Piantadosi ed all’Appuntato Scelto Michelino Vese, Medaglia d’Oro al Valore dell’Arma “alla memoria” conferita all’Appuntato Scelto Roberto Sutera, Medaglia d’Argento al Valor Militare al Carabiniere Francesco Denaro, Medaglia d’Argento al Valore Militare al Carabiniere Daniele Condemi, Medaglia d’Oro al Valore Civile al Carabiniere (ora Carabiniere Scelto) Martino Decorato, Medaglia d’Oro al Valor Civile è stata conferita infine al S.Ten. (ora Ten.) Nicola DI MAGGIO, al Maresciallo Capo Raffaele Martucci, al Maresciallo Giuseppe Caroppa e all’Appuntato Salvatore Davide Arena.
Il “premio annuale” per i cinque Comandanti di Stazione che si sono distinti è stato assegnato al Luogotenente Giovanni Santoriello, Comandante della Stazione di Torino Pozzo Strada (TO), al Maresciallo Aiutante s.UPS Vittorio La Notte, Comandante della Stazione di Grado (GO), al Luogotenente Mario Petrini, Comandante della Stazione di Cagliari Sant’Avendrace (CA), al Maresciallo Aiutante s.UPS Francesco Mingolla, Comandante della Stazione di Pescara Scalo (PE) ed al Maresciallo Aiutante s.UPS Natale Innocenzo Malagrinò, Comandante della Stazione di Botricello (CZ).
194° Arma dei Carabinieri Alla Bandiera dell’Arma è stato conferito il Diploma di 1^ Classe con Medaglia d’Oro “Per la molteplicità e incisività degli interventi effettuati dall’Arma dei Carabinieri nella tutela e nella salvaguardia del patrimonio culturale nazionale che, in perfetta sinergia operativa tra le diverse componenti specializzate e territoriali e in piena unità di intenti con le strutture ministeriali, attraverso una meticolosa opera di ricostruzione delle vicende storiche e giudiziarie contribuivano in modo determinante al definitivo rientro in Patria di reperti archeologici di inestimabile valore storico-artistico illecitamente esportati all’estero, suscitando unanime, incondizionato plauso delle più alte cariche dello Stato per la meritoria opera svolta nell’assicurare alle future generazioni la coscienza e la conoscenza del proprio passato e dell’identità collettiva” nel territorio nazionale ed estero negli anni 2006-2007.

194° Arma dei Carabinieri Nello scenario magico di piazza di Siena, al calar del sole, i reggimenti lasciano l’arena per dare spazio al carosello equestre del reggimento dei Carabinieri a Cavallo.
Il Carosello, accompagnato dalla fanfara del 4°Reggimento Pastrengo, ha eseguito varie figure, tra le quali quella del “quadrifoglio” in cui i cavalli divisi in quattro gruppi hanno danzato nell’arena volteggiando con leggiadria, sulle note del Danubbio Blu. Sono state eseguite valzer e quadriglie, ma il momento della carica, durante la quale i due gruppi di cavalli bianchi da un lato e neri dall’altro si sono incrociati con le spade sguainate dei loro cavalieri, è stato certamente il momento più entusiasmante e pericoloso.
Ad aumentare la suggestione, per l’ultima esibizione, sulle note del “Nessun dorma” cantata dal maestro Luciano Pavarotti, le luci si sono spente, mentre un faro ha illuminato la carica al comando del Colonnello Ferace, e le squadre di cavalli si sono scontrate. E in sincronia perfetta con il “vincerò” finale, dallo scontro è uscito il vincitore, che ha regalato allo spettatore un brivido non solo di freddo.

La festa dei Carabinieri ha richiamato oltre 15000 persone, a testimonianza del sentimento di riconoscenza e vicinanza, che la gente ha verso le donne ed gli uomini che ogni giorno rischiano la loro vita per la nostra sicurezza.
Dalle parole del Ministro La Russa e dal sentire comune emerge forte il richiamo a quei valori che sono a fondamento della nostra Costituzione, che vanno recuperati e rispettati non solo da chi è impegnato a tutelare l’ordine, ma da tutti i cittadini all’interno delle singole famiglie affinché esse ritrovino il fondamentale ruolo di guida per i giovani e per le generazioni future.

( foto di Ida Corapi )