ARRESTATO UN INGLESE PER L'OMICIDIO DEL LAVAVETRI

di Rossella Smiraglia

omicidio lavavetri - conferenza stampa ROMA 25 settembre 2009 – Ieri sera alle ore 20,00 il Comando Investigativo ha fermato l’assassino di Alì Hassan Farah, somalo di 55 anni, un uomo inglese Bennet Michael Edwood.
Si è risolto così il caso dell’omicidio del “lavavetri” somalo ritrovato morto sotto un albero nei pressi dell’incrocio tra via Appia Pignatelli e via dell’Almone all’alba di domenica 20 settembre.
Farah da anni racimolava qualche spicciolo lavando i vetri alle auto chiedendo l’elemosina. Viveva in un giaciglio tra gli alberi, vicino a dove “lavorava” e tutti nella zona lo ricordano come un uomo buono e affabile.

Farah e Bennet erano diventati amici e sabato sera, come altre volte, si erano ubriacati insieme, con birra e vodka. Avevano bevuto e scherzato ma poi per una banale incomprensione è scoppiata la lite.
L’inglese si è scagliato contro Alì, picchiandolo selvaggiamente con calci e pugni, lasciandolo in un lago di sangue con la testa fracassata. Dopo qualche ora Bennet è tornato a vedere in che condizioni fosse il suo amico somalo e trovandolo morto ha fatto perdere le sue tracce per un po’.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo di via dei Selci e quelli della Stazione di San Sebastiano avevano cercato in tutta la zona setacciando i campi nomadi della zona e i ritrovi di fortuna ottenendo un identikit dell’inglese, individuandolo come possibile colpevole. Bennet è venuto a conoscenza del fatto che i Carabinieri stavano cercando lui e la fidanzata di Farah e ha deciso di presentarsi alla stazione di San Sebastiano, accompagnato da E.V. anche lei somala, per chiedere informazioni dell’amico Farah.
Le contraddizioni emerse dalle dichiarazioni rilasciate dai due, hanno insospettito i militari coordinati da Carlo La Speranza, titolare dell’indagine e alla fine di un lungo interrogatorio l’inglese è crollato confessando il delitto, senza però dare delle spiegazioni chiare sulle motivazioni che hanno scatenato la rissa, cosa abbastanza comprensibile dal momento che era completamente ubriaco al momento dell’omicidio.
La fidanzata di Farah era all’oscuro di tutto, come ha precisato il Tenente Colonello Salvatore Cagnazzo nel corso di una conferenza stampa e quindi non è implicata in alcun modo con l’omicidio. Bennet invece si trova in carcere al Regina Coeli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’assassino è un uomo di 47 anni con precedenti specifici per lesioni, si trova in Italia da 10 anni, anche se torna spesso in Inghilterra, non si conosce ancora la sua storia e probabilmente sarà fatta una perizia psichiatrica.
Ma niente può giustificare la morte di una persona, e fa male apprendere di storie come queste dove uomini quasi invisibili vivono vicino a noi senza essere visti davvero, balzando in cronaca quando non ci sono più.

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