Guardia di Finanza sequestra pescato di frodo

GdF pesce spada1 Acitrezza lunedì 30 novembre 2009 – Si è conclusa oggi una complessa operazione che ha visto impegnati tutti i reparti territoriali del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catania che effettuano un costante controllo della costa al fine di prevenire i fenomeni del contrabbando, dell’immigrazione clandestina e per il contrasto alle violazioni delle norme ambientali ed alla pesca di frodo e finalizzata anche al controllo del rispetto del fermo stagionale di pesca del pesce spada e del tonno, che vige per i mesi di ottobre e novembre. Proprio nell’espletamento di questo servizio, militari della Tenenza di Acireale perlustrando il porto di Acitrezza, hanno sequestrato 300 Kg. di tonno e 20 Kg. di pesce spada novello. I finanzieri all’atto dell’intervento, a causa della complicità di alcuni pescatori del luogo, non sono riusciti a identificare gli autori della vendita illegale, infatti, questi alla vista dei militari abbandonavano il prodotto e si dileguavano confondendosi tra i numerosi altri pescatori presenti. Per legge determinate tipologie di pesce non possono essere pescate se non raggiungono determinate dimensioni; questa scelta del Legislatore risponde all’esigenza, regolamentata anche dalle normative comunitarie, di tutelare alcune specie ittiche dal rischio di estinzione. GdF pesce spada L’operazione conferma ancora una volta l’insensibilità di taluni operatori professionali alla problematica della salvaguardia del patrimonio ittico, patrimonio che, se da un lato è fonte di ricchezza per coloro che vivono della pesca, dall’altro costituisce patrimonio appartenente all’intera collettività.
Patrimonio collettivo, perciò, che richiede di essere difeso non soltanto a tutela dell’ambiente, ma anche a tutela degli interessi della collettività. Sotto quest’ultimo profilo, pertanto, la costante vigilanza esercitata dalla Guardia di Finanza non è soltanto esercizio di generica polizia marittima ma puntuale e diuturno svolgimento dei precipui compiti di difesa degli interessi economici dello Stato.

L’intero pescato, giudicato commestibile dal Servizio Veterinario della A.U.S.L. 3 di Catania, con l’autorizzazione del PM di turno presso la Procura della Repubblica di Catania, è stato devoluto in beneficenza. I militari hanno consegnato i 320 Kg. di pesce a l’istituto “Casa mia” di Acireale e alla ONLUS “Villaggio San Giuseppe” di Aci Sant’Antonio, entrambi gestiti da religiosi con finalità di assistenza nei confronti dei più sfortunati.

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