Confindustria Sicilia: “Malaburocrazia è mafia bianca”!

Palermo, 4 dicembre 2009 – “La malaburocrazia è una ‘mafia bianca’ che sta silenziosamente uccidendo tutte le imprese siciliane, più dei vincoli criminali. Dirigenti collusi con una certa politica dominano centri di controllo dove tutto viene bloccato per esercitare pratiche clientelari. I burocrati negano agli imprenditori i loro diritti e stanno ingabbiando la Sicilia. Noi non possiamo tollerarlo, non intendiamo essere collusi con la politica che non ha il coraggio di mettersi contro i burocrati”.
Lo hanno denunciato oggi i presidenti provinciali dei Giovani imprenditori di Confindustria Sicilia, guidati dal presidente regionale Giorgio Cappello, presentando oggi il bilancio dei primi tre mesi di AddioBurocrazia.
In tre mesi allo sportello virtuale addioburocrazia@confindustriasicilia.it sono giunte circa 100 segnalazioni di casi di “malaburocrazia”. Tanti altri, disperati, in lacrime, hanno chiamato al telefono i singoli presidenti provinciali dei Giovani imprenditori o si sono rivolti agli sportelli aperti presso le associazioni territoriali. Non solo imprenditori, anche studenti, gente comune, tutti vittime di soprusi, diritti elementari negati, certificati fermi da mesi, pratiche che impiegano anni per passare da un ufficio all’altro.
Due le provocazioni di Giorgio Cappello al governo regionale.
“I dirigenti generali della Regione – ha detto Cappello – , superburocrati che hanno la responsabilità di fare funzionare gli assessorati e di controllare che 2.111 dirigenti e 21 mila dipendenti facciano il loro lavoro e rispettino le regole, spesso non riescono a farlo perchè hanno contemporaneamente una marea di incarichi collaterali. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, sono tantissime le sacche di abuso che si creano impunemente nei rapporti con le aziende. Questi apparati si oppongono all’azione riformatrice degli assessorati avviata dal governo regionale. L’Esecutivo vada invece avanti fino in fondo in questa opera di cambiamento e, nell’ambito dell’attuazione della riforma già approvata, abbia il coraggio di mandare subito a casa i direttori regionali che non hanno raggiunto i risultati e di valorizzare il merito di quanti operano con serietà e a servizio dei cittadini”.
La seconda provocazione: “La Sicilia è l’unica regione d’Italia dove sono state mantenute le Commissioni provinciali tutela ambiente, un nugolo di componenti pagati per dare pareri non vincolanti alle pratiche dell’assessorato regionale al Territorio. In quella di Trapani ci risultano bloccate 25 pratiche, varie le pratiche ferme a Enna, Caltanissetta e Agrigento, in quella di Ragusa addirittura 38. Una di queste pratiche di investimento è ferma dal 2004 perchè ancora si attende il parere della Cpta. Come se non bastasse, ciascun presidente di Cpta nomina un suo consulente: in cinque commissioni il consulente è la stessa persona”. Dunque, Giorgio Cappello chiede al governo di “abolire immediatamente le Cpta, che costano soldi inutilmente, e di trasferire le competenze alle Arpa provinciali, che invece sono dotate di tecnici, laboratori, mezzi e professionalità per rilasciare nei tempi di legge i previsti pareri”.
Un caso di malaburocrazia è stato già risolto a Siracusa, altri sono stati affidati ad Alfonso Polto, coordinatore regionale dell’Aiga, associazione Giovani avvocati, con il quale oggi Cappello ha firmato un apposito protocollo d’intesa per consulenza gratuita, valutazione delle pratiche e suggerimenti per sbloccarne l’iter. Mensilmente sarà fatto il bilancio dell’attività per segnalare alle amministrazioni anomalie e per proporre soluzioni.
“Noi condividiamo la battaglia di legalità di Confindustria Sicilia e del presidente Ivan Lo Bello – ha spiegato Alfonso Polto – abbiamo aderito ad AddioBurocrazia non perché siamo a caccia di clienti, ma perchè fra gli scopi dell’Aiga c’è la tutela dei diritti fondamentali della persona. La cultura della legalità non è solo giudiziaria, ma è anche un’opera di prevenzione nei rapporti fra imprese e burocrazia, per cambiare una certa cultura che porta al radicamento degli abusi. E faremo nostro il progetto europeo ‘Small business act’ per la promozione e valorizzazione delle piccole imprese attraverso proposte che rendano le pubbliche amministrazioni più permeabili alle esigenze delle aziende”.

Posted by on 5 dicembre 2009. Filed under Magazine, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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