Palermo e Milano: la polizia arresta altri due super latitanti

PALERMO 05 Dicembre 2009 – Giovanni Vincenzo Nicchi, pupillo del capomafia Nino Rotolo era latitante da tre anni, da quando era riuscito a sfuggire all’operazione “gotha” con cui la polizia arrestò i principali capi di Cosa Nostra di Palermo.
Nicchi, detto “tiramisu”, amava la vita mondana, le auto di lusso e le belle donne, ma soprattutto le armi, nei suoi mesi di latitanza “dorata” negli Stati Uniti. Frequenti i suoi viaggi tra l’Italia e gli Usa ad incontrare i superstiti delle famiglie mafiose eredi dei Badalamenti e dei Di Maggio, per contrastare sempre più gli acerrimi nemici, i capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo.
Gli uomini della “catturandi” di Palermo lo hanno arrestato oggi, mentre si trovava nel suo covo in una palazzina di tre piani nella via Filippo Juvara, a poche centinaia di metri dal palazzo di Giustizia del capoluogo siciliano.
Gaetano Fidanzati è stato invece arrestato per strada, mentre passeggiava in compagnia del cognato, nella centrale Via Marghera a Milano.
Gaetano Fidanzati è considerato uno dei capimafia di Cosa Nostra storici palermitani, fermato già nel ’70 nel corso di un posto di blocco, a bordo di un auto in compagnia dei padrini Tommaso Buscetta e Gaetano Badalamenti.
Fidanzati si è conquistato nel tempo un ruolo centrale tra i trafficanti di droga mafiosi, il suo nome compare in molte inchieste delle procure italiane e perfino nei dossier degli investigatori americani, per i traffici mondiali di eroina e cocaina.
Le due operazioni di polizia sono state coordinate dal Servizio centrale operativo diretto da Gilberto Caldarozzi che dichiara ” il successo delle catture è dovuto anche alla sinergia con l’autorità giudiziaria e dal coordinamento tra gli Uffici centrali e periferici della Polizia”.
Dichiarazioni di plauso hanno raggiunto gli investigatori con le parole del ministro dell’interno Roberto Maroni, che così sottolinea l’importanza dell’attività investigativa ” serve ad evitare la costituzione di nuove cupole, la sostituzione dei vecchi boss già catturati con i nuovi” e conclude “adesso rimane solo il numero 1: Matteo Messina Denaro, ma il cerchio attorno a lui si sta stringendo”.

Posted by on 6 dicembre 2009. Filed under Antimafia, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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