Vibo Valentia: storia shock, romeno pestato da italiani, Carabinieri catturano colpevole

VIBO VALENTIA 12 Dicembre 2009 – E’ tutto cominciato nella notte del 18 novembre quando tre persone bussano a casa di un badante rumeno di S. Gregorio di 34 anni. I tre, tutti a volto scoperto, dicono di essere amici del precedente inquilino dell’uomo che pochi giorni prima, a causa dei continui litigi sulla gestione dell’appartamento, era stato cacciato dal badante. Il gruppo, una volta che lo straniero apre la porta, comincia ad insultarlo ed a spintonarlo ed in pochi istanti dalle parole passa ai fatti.
Forti del numero i tre, tutti italiani, immobilizzano la loro vittima e la caricano su un’ auto dirigendosi verso le campagne intorno all’abitato.
Sono attimi concitatissimi, in cui il rumeno tenta in ogni modo di resistere ma viene sopraffatto e costretto a stare immobile sul sedile posteriore.
Il viaggio dura giusto il tempo di arrivare in un uliveto alle porte del paese e qui la banda fa scendere la propria vittima e comincia il pestaggio.
A turno i tre, forti del numero e di alcuni bastoni che avevano nel portabagagli, infieriscono sul badante, colpendolo anche più volte alla testa.
Una vera e propria spedizione punitiva che vede la vittima in balia dei propri aguzzini per decine di minuti, completamente isolata ed impossibilità a chiedere aiuto a chiunque. Nessuno nella notte sente le sue grida e gli insulti a lui indirizzati dagli italiani. Alla fine il rumeno, ormai allo stremo e terrorizzato al pensiero di poter essere giustiziato dai suoi rapitori, si finge morto sperando che il branco si senta soddisfatto e decida di andarsene. La mossa lo salva, infatti il gruppo, credendolo ormai incapace di reagire, abbassa la guardia giusto il tempo necessario al romeno per fuggire via tra gli alberi ed arrampicarsi su un ulivo, completamente invisibile agli occhi dei suoi persecutori. L’uomo rimane in quella posizione per ore, in attesa che i propri rapitori cessino le ricerche, e solo quando è ormai sicuro che nessuno lo stia ancora aspettando nel buio decine di raggiungere, sanguinante e scosso, l’abitato e chiedere i soccorsi.Viene quindi ricoverato in osservazione presso l’ospedale di Tropea con varie ferite lacero contuse alla testa ed a varie parti del corpo ma, fortunatamente, non corre alcun pericolo di vita e viene giudicato guaribile in 8 giorni. Ed è proprio all’ospedale che i Carabinieri della Stazione di S. Gregorio lo raggiungono per farsi raccontare l’incredibile vicenda. I militari dell’Arma avviano quindi le indagini ricostruendo passo per passo l’assurda storia. Un’indagine che viene svolta in tempi strettissimi e consente di identificare uno degli autori dell’assurdo crimine in Emiliano Lacquaniti, 31enne nullafacente di S. Gregorio ben noto alle forze dell’ordine.
I Carabinieri riescono anche a risalire al movente dell’assurdo gesto, l’italiano è infatti amico del precedente coinquilino della vittima ed il pestaggio sarebbe una rappresaglia per l’allontanamento di quest’ultimo dall’abitazione. Un movente assurdo che solo per un soffio non ha causato conseguenze ben più gravi alla vittima. Avuto il quadro della situazione i militari della Compagnia di Vibo Valentia denunciano immediatamente l’italiano all’autorità giudiziaria con le accuse di sequestro di persona e lesioni personali e ieri, a vero tempo di record, è giunta l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emanata nei confronti dell’uomo dal G.I.P. presso il Tribunale del capoluogo che ha pienamente concordato con l’esito dell’attività di indagine dei Carabinieri. I militari hanno quindi immediatamente avviato le ricerche dell’uomo notificandogli il provvedimento cautelare ed accompagnandolo presso la propria abitazione con il divieto di comunicare con chiunque e con qualsiasi mezzo in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria. Grazie all’impegno dei Carabinieri è stato possibile, in appena 20 giorni, assicurare alla giustizia un pericoloso malvivente che solo per un caso fortuito non ha causato alla propria vittima lesioni ben più consistenti o addirittura la morte, e tutto per uno strano quanto travisato concetto di giustizia.
Ora le indagini degli inquirenti sono volte alla identificazione degli altri complici dell’uomo.

Posted by on 13 dicembre 2009. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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