Palermo: Ato idrico inadempiente, 23 progetti bloccati

PALERMO 30 Dicembre 2009 – Il CdA di Acque Potabili Siciliane, riunitosi ieri, ha confermato il proprio intendimento di attivare tutte le azioni, anche di tipo legale, a tutela della società e della sua continuità gestionale.
Le inadempienze contrattuali da parte dell’Autorità d’Ambito connesse agli obblighi previsti dalla sottoscritta Convenzione di gestione del servizio idrico integrato a favore della Provincia di Palermo, hanno impedito il sereno e compiuto svolgimento delle previste attività di gestione ed hanno al contempo fortemente contribuito, insieme ad un perdurante contesto non favorevole all’azione di Aps sul territorio, a determinare una perdita economica pari a oltre 13 milioni di euro, finora coperta dagli azionisti con aumenti di capitale.
Sin dallo scorso mese di marzo, nel corso di una conferenza stampa, Aps ha rappresentato alla Provincia e all’Autorità una lunga serie di ritardi, inefficienze e inadempienze. Tale situazione di disequilibrio gestionale è stata ribadita formalmente più volte fra settembre e novembre, con la contestuale proposta di adottare anche delle soluzioni tecniche utili a superare criticità e disequilibrio economico rinunciando a incidere sulla Clientela.
Parimenti è stato evidenziato che la mancata adozione di azioni correttive avrebbe messo a rischio il supporto delle banche finanziatrici ai necessari piani di investimento infrastrutturali programmati da Aps per modernizzare la rete di distribuzione idrica e di raccolta e trattamento dei reflui finalizzati a migliorare il servizio erogato.
Al contempo è stata sottolineata la deprecabile circostanza che molti degli investimenti programmati e già oggetto di progettazione esecutiva sono tuttora in attesa di definitiva approvazione da parte dell’Ato o di decretazione a cura dell’Agenzia Regionale per i Rifiuti e le Acque: su 25 progetti esecutivi presentati da Aps per 37 milioni di euro, in due anni solo due di essi per 2,5 milioni di euro sono stati approvati e possono essere “cantierati”. Va ricordato che nel Piano d’Ambito il primo triennio prevedeva l’attivazione di investimenti per 324 milioni di euro.
Aps, società siciliana di nome e di fatto che conta nel proprio organico oltre 200 lavoratori siciliani, si avvale di fornitori del territorio ed ha da subito aderito al protocollo di legalità “Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa”. Aps ha finora provveduto a rispettare tutti gli impegni, come fra l’altro ha pubblicamente riconosciuto lo stesso Presidente della Provincia e Presidente dell’Ato, Giovanni Avanti, nella conferenza stampa del 2 luglio scorso a Bagheria, dicendo che “la nuova gestione del servizio idrico integrato in Provincia di Palermo sta rispondendo alle aspettative di qualità ed efficienza”.
Aps dal 2007 ad oggi, in assenza dell’approvazione dei progetti a suo tempo presentati, ha fatto ricorso allo strumento delle manutenzioni straordinarie e ha investito fondi propri per oltre 6 milioni di euro. Ha così potuto garantire la funzionalità del servizio, il contenimento delle perdite di rete e una fruizione del servizio idrico notevolmente migliorata in 38 Comuni raggiungendo l’obiettivo della continuità dell’erogazione idrica nelle 24 ore in ben 13 città.
Aps ha dimostrato impegno, efficienza e altissimo senso di responsabilità pur in presenza di un sistema infrastrutturale con condizioni operative di partenza inficiate da inefficienze secolari e da strutture inadeguate, obsolete e compromesse.
In particolare, Aps ha fatto rilevare che quanto prospettato in sede di gara è fortemente difforme dalla realtà incontrata durante questi primi due anni di gestione: fra le diverse incongruenze è d’uopo segnalare l’errato valore della stima dei consumi reali (55 metri cubi pro capite contro i 46 metri cubi reali), lo stato delle infrastrutture di rete (fra cui ben 2.500 non conformità in tema di sicurezza dei lavoratori addetti agli impianti), una maggiore incidenza dei costi per acquisto dell’acqua all’ingrosso, un maggior numero di contatori illeggibili, guasti o mancanti, la morosità al di sopra di livelli fisiologici ed il vastissimo fenomeno dell’abusivismo e dei furti di acqua.
Inoltre, Aps ha più volte evidenziato la mancata collaborazione sul fronte della fatturazione dei consumi. I casi di errori di “massa” nelle bollette, peraltro prontamente rimediati mediante l’istituzione di specifici sportelli dedicati ed il potenziamento del call center, si sono verificati solo nell’invio della prima bolletta e principalmente a causa di database e informazioni trasmessi dai precedenti gestori, di fatto errati, non adeguati, non aggiornati od incompleti.
Innumerevoli sono state le mancate o tardive trasmissioni di dati, i frequentissimi casi di seconde abitazioni intestate come prima residenza per usufruire indebitamente della tariffa agevolata, o l’impossibilità di accedere ai contatori per eseguire le letture, per non citare l’impossibilità di eseguire fatturazioni a forfait nei casi di assenza del misuratore ed una corretta gestione delle informazioni atte a definire l’assoggettamento/esenzione dall’addebito delle tariffe di depurazione e fognatura.

Posted by on 31 dicembre 2009. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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