Afghanistan: 72 ore di scontri, italiani sotto attacco

HERAT 03 Gennaio 2010 – Tre giorni di scontri ininterrotti hanno coinvolto un gruppo di militari della Nato, tra cui i soldati del contingente italiano, nell’Ovest dell’Afghanistan. Non ci sono stati feriti. I militari dell’Isaf e delle forze di sicurezza afghane sono stati attaccati ripetutamente, nei pressi di Bala Morghab, da una sessantina di talebani, armati anche di razzi anticarro. Le forze Isaf, grazie anche all’intervento aereo alleato, sono riuscite a liberare l’area dopo 72 ore di combattimenti. A Bala Morghab c’è la base operativa che ospita militari afghani, americani e gli italiani della Brigata Sassari.
L’intervento delle forze Nato a Bala Morghab, secondo il comando del contingente italiano, si e’ concluso con ”la neutralizzazione della minaccia ed il completo sostegno della popolazione civile”: gli stessi responsabili delle forze di sicurezza del distretto ”hanno assistito dal posto comando ad ogni istante dell’operazione coadiuvandola molto attivamente”. Nel corso delle ‘shure’ che si sono tenute nei giorni delle operazioni militari – cui hanno preso parte, come di consueto, anche i comandanti italiani e americani – gli anziani del villaggio hanno manifestato il loro ”pieno appoggio all’intervento militare” ed hanno ringraziato i responsabili dei contingenti di Isaf impegnati nell’ovest dell’Afghanistan, ”a portare – ha detto il mullah piu’ anziano del villaggio – sviluppo, assistenza e speranza”.
La situazione, dicono dal comando di Herat, ”e’ tuttora in bilico per il perdurare di pur minime reazioni da parte degli insorti ancora presenti nell’area”: quando si sara’ stabilizzata del tutto, i militari di Isaf ”riprenderanno l’opera di ricostruzione e sviluppo garantendo, fra l’altro, la distribuzione di aiuti umanitari, l’assistenza medica alla popolazione e tutte quelle iniziative gia’ intraprese, con successo, a novembre e dicembre”.

Posted by on 3 gennaio 2010. Filed under Esteri, Magazine, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento