Afghanistan: forze ISAF sequestrano armi, munizioni e droga

KABUL 11 Gennaio 2010 – Ieri mattina, nel corso di alcune mirate ricognizioni operative con le forze di sicurezza afghane finalizzate al controllo del territorio e alla libertà di movimento nell’area in cui opera il Regional Command West, i militari della Task Force Center su base 1° Reggimento bersaglieri hanno individuato un ingente quantitativo di armi e di munizionamento.

L’operazione, frutto di una intensa e mirata attività informativa che ha visto partecipe anche la popolazione locale, ha portato al sequestro di 2 piatti di pressione, 2 mine anticarro, 15 bombe da mortaio da 81 millimetri, 5 proietti di artiglieria e 2 razzi da 107 millimetri.

Il materiale sequestrato, gran parte del quale particolarmente indicato per la fabbricazione degli ordigni esplosivi improvvisati (IED) utilizzati contro le forze di ISAF e quelle di sicurezza afghane, era nascosto all’interno di un furgone guidato da un individuo il quale, dopo aver aperto il fuoco contro i militari italiani e afghani senza peraltro arrecare alcun danno, abbandonava il veicolo per poi dileguarsi nel dedalo degli affollati vicoli del bazar di Shindand.

Il materiale è stato prelevato e successivamente distrutto da assetti specialistici I.E.D.D. (Improvised Esplosive Devices Disposal) del 5° Reggimento genio guastatori della Brigata “Sassari”.

Contestualmente, altri assetti italiani e statunitensi di ISAF ed unità dell’esercito afghano, con l’ausilio di elicotteri ed assetti aerei, hanno condotto un’attività di counterinsurgency nella Zeerko Valley conclusasi con la cattura e la neutralizzazione di importanti esponenti talebani ed il sequestro di un ulteriore, ingente quantitativo di esplosivo, armi, munizioni e droga.

La Zeerko Valley è una delle aree di maggior interesse strategico in cui opera il contingente di ISAF perché da qui transita gran parte della produzione di oppio dell’Afghanistan occidentale con cui i talebani si finanziano.

Per questa ragione le forze di sicurezza afghane, con il determinante contributo delle forze della coalizione NATO, cercano di ottenerne il controllo.

Dallo scorso mese di novembre, nel quadro del ridispiegamento ai fini di un migliore coordinamento delle forze dell’alleanza, sono circa 400 i militari italiani del 1° Reggimento bersaglieri che operano in questa una nuova fetta di territorio ai fini di un sempre maggiore e determinante processo di stabilizzazione dell’area.

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