CATANIA 11 Gennaio 2010 - Inizia l’anno nuovo con disagi presso gli uffici postali della Sicilia. La sollecitazione a lasciare il servizio di molti colleghi in prossimità dei requisiti per andare in pensione, tramite incentivi economici, da una parte ha garantito di raggiungere obiettivi aziendali (diminuire il costo del lavoro) dall’altra pero’ ha lasciato gli uffici privi di operatori che garantiscono il servizio alla clientela. «Sembrerebbe paradossale ma alle poste si improvvisa – denuncia la Cisl regionale – non si programma per tempo e la disorganizzazione ricade sui lavoratori e clienti».
Lo scorso anno nella nostra regione 600 dipendenti hanno lasciato il servizio e se nel settore dei servizi postali (portalettere) sono stati in parte reintegrati (circa 100 ricorsisti), dall’altro servizi finanziari/sportelli, non hanno avuto coperto il turn over. «Per conseguenza le già insufficienti risorse che riportavamo negli anni scorsi, hanno avuto un’incremento di carenze che da oggi si possono definire allarmante. Eppure nel luglio 2009 azienda e sindacati avevano raggiunto un’accordo, nel settore degli uffici postali, dove si è stabilito il numero che doveva essere presente negli organici. Lo stesso accordo prevedeva l’integrazione di sportellisti per sostituire i pensionati. Nell’ultima settimana del 2009 sono stati inseriti circa 40 risorse allo sportello in tutta le province della regione, ma il scarso numero, naturalmente, non ha colmato le esigenze. Non solo. L’azienda non tiene in considerazione che lo scorso anno in alcune realtà siciliane, Palermo, Siracusa, Catania Ragusa, ecc, sono stati aperti nuovi uffici postali, aggiungendo, oltre i tradizionali servizi, nuove vendite di prodotti che guardano a soddisfare le esigenze per grandi utenti (bisiness). Le aperture di quest’ultimi nuovi servizi sono stati garantiti dal personale proveniente da uffici limitrofi lasciandoli sguarniti di operatori di sportello. A questa grave carenza associamo il prelievo di risorse dal front end per essere assegnato nel settore commerciale».
Insomma la situazione è grave. Piccoli comuni rischiano di non trovare l’ufficio postale aperto, così come grandi uffici non potranno garantire servizi efficiente.
«Tra l’altro per sopperire alla falde l’azienda ‘impone’ trasferimento d’ufficio ai lavoratori, a prescindere dalle mansioni, che si ‘’scoprono direttori’’. Con questa azione si mette a rischio il lavoratore che incorre a mancati adempimenti, anche di tipo penale, sconosciuti in quanto non adeguatamente formato. Gia prima delle feste natalizie avevamo sollecitato l’azienda a fare in fretta ed a rispettare gli accordi sottoscritti».
«Giorno 14 c.m. presso la Sede Regionale (insieme alle altre OO.SS.) è in programma un confronto per definire il da farsi ma, se non ci saranno risposta che garantiscono la qualità del servizio, l’applicazione degli accordi e il ripristino della serenità, in un settore che addirittura ha visto una crescita nonostante la recessione della crisi finanziaria significati (+ 16%) grazie anche alla vendita di altri prodotti nel settore assicurativo (fonte, relazione corte dei conti) – conclude il comunicato sindacale – ma anche all’impegno dei lavoratori, intraprenderemo azioni di lotta per garantire la tranquillità che da troppo tempo e’ latitante nel settore».
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