Roma: operazione contro pedopornografia su web in tutta Italia

ROMA 11 Gennaio 2010 – Arrestate 10 persone con l’accusa è di aver scambiato file pedopornografici sul web, con immagini di bimbi anche di 3-4 anni vittime di rapporti sessuali completi.
Gli arresti sono stati eseguiti in Puglia, Lombardia, Marche e Campania dalla Polizia postale. A un’altra persona è stato interdetto l’uso del computer. Numerosi i file sequestrati nel corso di centinaia di perquisizioni. Centinaia le foto provenienti dall’ex Unione Sovietica.
I provvedimenti restrittivi (sei in carcere, quattro agli arresti domiciliari e un’interdizione all’uso del computer) sono stati eseguiti per il reato di pedofilia online commessa sotto la forma di scambio e commercio di foto e video: “una brutale sequenza di filmati” – si legge sul comunicato – “riproducenti atti sessuali con minori di anni 14”.
Dalle indagini, iniziate nel 2005, è risultato che le immagini pedopornogafiche venivano scambiate nella comunità informatica attraverso il cosiddetti canali di “file sharing” e specifici software come ad esempio “e-Mule”. Caratteristica di questi spazi web è che non esiste un server centrale che gestisce e controlla le operazioni, ma ogni utente registra una cartella e condivide i file con altri utenti.
Lo stratagemma usato era quello di camuffare i file con estensioni “.rar”, generalmente usato per i dati compressi. La maggior parte delle foto sequestrate nel corso delle indagini sembra provenire dai Paesi dell’Est.
Don Fortunato Di Noto,il sacerdote fondatore dell’Associazione Meter onlus plaude all’impegno della Polizia postale di Bari che ha scoperto l’organizzazione di pedofili.
«I bambini coinvolti sono sempre più di tenerissima età – ha dichiarato don Di Noto – si dimostra costantetemente con le segnalazioni,con i sequestri,con le accurate indagini. Dobbiamo trovare il modo per intensificare gli sforzi per identificare le vittime di questo crimine contro l’infanzia qual e’ la pedofilia e la pedopornografia. Di fronte a questo scempio di bambini non possiamo tacere, né pensare che sia solo una questione di sporcaccioni che non fanno male a nessun bambino».

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