Rosarno: anche la ‘ndrangheta nel corteo anti-razzismo?

ROSARNO 11 Gennaio 2010 – “Abbandonati dallo Stato. Criminalizzati dai media. Vent’anni di convivenza non sono razzismo”. Con questo striscione si è aperto il corteo a Rosarno contro l’immagine razzista che, secondo i cittadini, i media ne hanno dato dopo il ferimento di alcuni immigrati. Hanno sfilato circa tremila persone, tra cui alcuni parenti delle famiglie mafiose Pesce e Bellocco.
Vertice degli investigatori alla Procura di Palmi per fare il punto sulla situazione e sullo stato delle indagini per le violenze a Rosarno e l’eventuale ruolo della ‘ndrangheta. La Procura acquisirà i filmati di 400 telecamere situate nella Piana di Gioia Tauro.

Intanto una nota del Quirinale annuncia che il presidente della Repubblica Napolitano sarà a Reggio Calabria il 21 gennaio, per riaffermare i valori “di legalità e solidarietà oscurati dai gravi fatti di Rosarno”.
Il capo dello Stato ha accolto l’invito del ministro dell’Istruzione Gelmini a partecipare alla Giornata della Legalità, “Insieme per non dimenticare”, promossa dalle Consulte provinciali degli studenti della Calabria, il prossimo 21 gennaio. Il Presidente incontrerà i rappresentanti delle istituzioni locali e degli organi dello Stato operanti nella regione.

E c’è un duro atto d’accusa verso il razzismo degli italiani da parte dell’Osservatore romano, dopo i fatti di Rosarno. “Oltre che disgustosi, gli episodi di razzismo che rimbalzano dalla cronaca ci riportano all’odio muto e selvaggio verso un altro colore di pelle che credevamo di aver superato”, scrive Giulia Galeotti.
Nel lungo articolo sulle radici del razzismo a partire dall’ unità d’Italia, la conclusione è dura: “Nel 2010 siamo ancora all’odio. Ora muto, ora scandito e ritmato dagli sfottò, ora fattosi gesto concreto”. “Per una volta – si precisa – la stampa non enfatizza. Non abbiamo mai brillato per apertura, noi italiani dal Nord in giù”.

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