Roma: giustizia in crisi e riforme in corso d’opera, uno spaccato tutto italiano

di Antonella Serafini

La Giustizia ROMA 28 Gennaio 2010 – Che la giustizia italiana sia in crisi non è solo l’opinione di una frangia elettorale, ma a parlare dati alla mano sono i rapporti del Ministero della Giustizia. Per avere una fotografia a tutto tondo di quello che è il sistema giudiziario italiano riportiamo alcune cifre rilevanti:

5.625.057 sono i procedimenti civili pendenti, con un incremento del 3% rispetto al 2008;
3.270.979 quelli penali, con una piccola riduzione rispetto allíanno precedente;
65.067 detenuti – di cui 24.152 stranieri – nelle 204 strutture penitenziarie;
20.959 minorenni segnalati dall’Autorità Giudiziaria Minorile agli Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni, con una crescente incidenza dei fenomeni di devianza minorile straniera.

Sono dati che fanno pensare. Se calcoliamo che molti sono fuori per l’indulto del governo predente, e che altrettanti hanno visto concludersi i processi prima della fine, per lo stesso motivo, non sembreremmo un paese tra i più civili. La cosa che fa più riflettere è che molti evasori, corruttori, tangentisti ecc. tra patteggiamenti e lungaggini varie, difficilmente finiranno in carcere o tritati da un sistema giudiziario che fa acqua.

C’è anche da dire che questa enorme mole di lavoro che non ha eguali negli altri paesi dell’U.E. – viene gestita da 9080 magistrati togati (6402 giudici e 2090 pubblici ministeri);
3513 giudici onorari;
40456 unità di personale giudiziario;
1399 addetti al settore minorile;
46662 dipendenti dell’amministrazione penitenziaria.

Tra questi dipendenti, ben 5183 (circa il 12 %) sono impegnati ad effettuare 28 milioni di
notifiche manuali ogni anno – pari a 112.000 notifiche al giorno di cui oltre la metà
destinate agli avvocati.

Circa il 12% dei soli processi penali viene rinviato per omessa o irregolare notifica (dati
Eurispes 2008) e lo stesso processo penale brucia, in media, 80 mln di euro ogni anno per dichiarare prescritti 170.000 processi (465 al giorno, festivi compresi).

Oltre 30.000 cittadini hanno chiesto di essere indennizzati a causa dell’irragionevole durata del processo, ottenendo decine di milioni di euro di risarcimenti, con un trend di crescita delle richieste pari al 40% l’anno.

Insomma, c’è molto da lavorare, anche perchè la giustizia costa 8 miliardi di euro líanno, cioè circa 30 milioni di euro per ogni giornata lavorativa.

Questo il quadro della situazione.

Invece, la cura pensata per restituire efficienza al sistema giudiziario comprende, tra le altre cose, una scelta di forte innovazione tecnologica, amministrativa ed organizzativa.

Ci sono inoltre tribunali in grado di smaltire pratiche, e altri che accumulano arretrati di anni, quindi si provvederà a fornire al CSM gli strumenti per selezionare i capi ufficio per creare una leadership efficiente negli uffici giudiziari. In sintesi: è urgente per il governo una riforma della giustizia, si spera per il bene di tutti (anche se con il dubbio di molti sulle reali motivazioni)

Ovviamente tra le riforme c’è quella per la gestione delle intercettazioni, costata dal 2006 oltre cinquecento milioni di euro.

Sui siti istituzionali possono essere visionati i dossier e le modifiche di legge che sono in cantiere.

Posted by on 28 gennaio 2010. Filed under Magazine, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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