Roma: sequestrate scarpe contraffatte, blitz dei Carabinieri

ROMA 01 Febbraio 2010 – Continuano senza sosta i controlli dei Carabinieri della Compagnia di Tivoli finalizzati al contrasto dell’abusivismo commerciale a Tivoli, Guidonia e nelle aree periferiche della Capitale, con particolare riferimento alla detenzione di prodotti con marchi contraffatti. Nel corso dell’ultima operazione i militari della Stazione di Tivoli hanno arrestato un marocchino e denunciato 2 connazionali ed una 34enne italiana, sorpresi all’interno di un appartamento della località Villanova di Guidonia in possesso di circa 300 paia di scarpe e numerosi giacconi, di note marche palesemente contraffatti. Da tempo i Carabinieri monitoravano quell’abitazione, notando un continuo via vai di persone e merce. Pertanto i militari hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento ed hanno rinvenuto le scarpe ed i capi d’abbigliamento, merce quasi identica a quella originale, ma aventi i marchi contraffatti. Dai successivi accertamenti mediante riscontri dattiloscopici, uno dei marocchini è risultato gravato da un decreto di espulsione ed è stato arrestato, mentre tutti i presenti sono stati denunciati per detenzione di prodotti con marchi contraffatti e per gli altri cittadini extracomunitari sono stati avviate le procedure di espulsione dal territorio nazionale.
Negli ultimi mesi è in atto un costante e mirato monitoraggio nei Comuni di Tivoli e Guidonia, ove spesso, nei pressi di grandi magazzini o centri commerciali, vengono allestite le bancarelle per la vendita di scarpe e capi d’abbigliamento da parte di cittadini extracomunitari, per lo più ambulanti.
Le persone identificate dai Carabinieri ed i prodotti sequestrati, si inquadrano in un’azione di repressione del fenomeno dell’abusivismo commerciale, il cui proseguimento è finalizzato all’individuazione degli effettivi centri di produzione e smistamento presenti sul territorio.
Il risultato ottenuto risulta ancor di maggior valore in considerazione del fatto che il materiale posto sotto sequestro veniva quotidianamente messo in vendita a cifre pari ad 1/5 di quelle realmente attribuite alla merce originale, con conseguenti perdite di ingente livello per il mercato regolare nei negozi autorizzati alla vendita dei specifici prodotti.

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