Catania: certificati falsi, denunciata sociologa

CATANIA 05 Febbraio 2010 – Una dirigente sociologa, dipendente dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, è stata denunciata dal Nucleo di polizia tributaria di Catania, a conclusione di un’attività di indagine d’iniziativa, avviata su input di notizie acquisite grazie al protocollo d’intesa vigente tra il Comando Provinciale e l’Azienda Sanitaria, nel settore della sanità per ipotesi di reato di falso, truffa e contraffazione.
Le indagini hanno permesso di appurare che la dirigente, al fine di giustificare le proprie assenze dal servizio, produceva certificati sanitari risultati, in tutto o in parte, contraffatti.
In sostanza, l’alto dirigente, in alcuni casi, approfittando di ricoveri in day hospital o visite ambulatoriali a cui realmente si sottoponeva, modificava, a proprio piacimento, i certificati sanitari che di volta in volta le venivano rilasciati dalle strutture pubbliche interessate, aggiungendovi ulteriori giorni di malattia. In altri casi, invece, i certificati sanitari, venivano completamente “inventati”.
Infatti nel computer abitualmente utilizzato dalla dirigente sociologa, sono stati trovati alcuni files che contenevano documenti sanitari, utilizzati per giustificare le assenze dal servizio.
I certificati sanitari, creati ad arte, riproducevano le intestazioni di alcune aziende ospedaliere nonché i timbri medici che, sentiti in proposito, hanno confermato la non autenticità dei certificati, non riconoscendo, tra l’altro, né la propria firma né il timbro apposto.
A tal proposito sono state interpellate anche alcune strutture sanitarie, indicate nei certificati contraffatti, tra le quali anche un noto policlinico di Roma, che hanno negato la presenza della dirigente sociologa tra i pazienti ricoverati, nel periodo riportato sui certificati in questione.
L’uso indebito di tali timbri, relativi a strutture pubbliche, proprio perché sono destinati ad accertare l’autenticità dell’atto sui quali sono apposti, ha fatto scattare anche la denuncia per contraffazione di altri pubblici sigilli. La professionista si è resa così responsabile, inoltre, del reato di truffa ai danni dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catania, in quanto, con la falsificazione dei predetti certificati, ha indotto in errore la stessa azienda, che ha erogato compensi non dovuti, per un ammontare pari a circa 18mila euro.

Posted by on 11 febbraio 2010. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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