Messina: consuntivo 2009 del Gruppo aeronavale della Guardia di Finanza

MESSINA 08 Febbraio 2010 – Ragguardevole ed ancora in crescita – così può essere definita l’attività operativa relativa all’anno 2009, presentata dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Messina.
I settori in cui sono stati impegnati maggiormente i finanzieri del Col. Minuto, hanno spaziato dall’immigrazione clandestina, all’alluvione di Messina, al G8 di Siracusa.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Il decorso anno ha portato importanti direttive relative al settore dell’immigrazione, tra cui spicca lo strumento normativo contenuto all’interno del c.d. “ Pacchetto sicurezza”, varato in data 02 luglio 2009, che introduce il “reato di immigrazione clandestina”, con procedimenti penali per direttissima e conseguente inasprimento delle pene per i trafficanti di uomini. Nel contesto di tale comparto, sono stati sviluppati e perfezionati gli accordi bilaterali con la Libia per il contrasto di tale fenomeno, con lo scopo di bloccare i natanti carichi di clandestini in partenza da quelle coste africane. Tale intesa, ha previsto tra l’altro anche la cessione di 3 guardacoste d’altura del Corpo della Guardia di Finanza – tra cui uno appartenente alla Stazione Navale di Manovra della Guardia di Finanza di Messina – opportunamente adeguati, per la cui “consegna” è stato chiamato – per questa importante missione estera – il Gruppo Aeronavale di Messina, fornendo due pattugliatori d’altura, per la scorta in sicurezza, sino ai porti di destinazione libici.
Nell’ambito del contrasto in parola lungo le coste nazionali, le aree più interessate da tale fenomeno, sono state quelle ionico siciliani e calabresi. La fascia costiera della Sicilia orientale è stata coinvolta da numerosi sbarchi, soprattutto durante il primo semestre del 2009, cui è seguito un progressivo regredimento, dovuto principalmente all’applicazione delle nuove normative varate dal Governo e da quelle intese bilaterali con la Libia.
Importanti, comunque sono stati i risultati conseguiti in tale settore durante i primi 6 mesi dell’anno decorso, che possono essere riassunti con 2605 immigrati fermati – 17 scafisti arrestati – 8 imbarcazioni sequestrate. L’applicazione delle normative contenute nel pacchetto sicurezza non ha comunque escluso – da parte dei finanzieri che operano in questo presidio – l’applicazione del diritto internazionale connesso al prioritario interesse della salvaguardia della vita umana in mare, improntando il servizio al rispetto della dignità delle persone che fuggono dai paesi in guerra, dalla miseria, e dalle dittature, non tralasciando comunque il contrasto a tutte quelle attività poste in essere da scafisti e trafficanti che lucrano e mettono in pericolo la vita dei disperati in fuga e che comunque utilizzano anche queste attività per le possibili connessioni con il terrorismo internazionale di matrice islamica.
Ma l’emergenza non può considerarsi conclusa, infatti i trafficanti si sono già messi in opera ricercando altre vie per i loro traffici ed in atto è stata osservata una intensificazione degli sbarchi verso le coste calabre del versante ionico con l’impiego di velieri Ucraini e di navi madre in transito per quelle rotte.
Grazie alla nuova normativa in vigore, nel decorso anno, il fenomeno del flusso migratorio verso le coste della Sicilia orientale, di competenza del Gruppo Aeronavale di Messina, è notevolmente diminuito, tanto da essere passati dai 2600 dell’anno 2008 ai 1116 del 2009, con una percentuale di regredimento di circa il 60%.

POTENZIAMENTO DEL DISPOSITIVO NAVALE AEREO

La flotta navale in dotazione alla Guardia di Finanza di Messina si è arricchita anche dell’arrivo di un Guardacoste Bigliani VIII serie “G. 126 FINANZIERE DE ROSA” , destinato al potenziamento del dispositivo navale operante al contrasto dei traffici illeciti nell’alto mare prospiciente le aree di competenza del Gruppo aeronavale alla sede . La struttura di questa unità navale, particolarmente robusta, caratterizzata da una eccellente tenuta di mare e da una efficace dotazione elettronica di scoperta e comunicazione, permette di assolvere particolari compiti connessi con i comparti della tutela degli interessi economici e finanziari nazionali e comunitari, vigilanza sulle acque internazionali e sulle frontiere marittime nazionali, mantenimento della sicurezza e della difesa del paese.
Anche la flotta aerea ha avuto un crescente potenziamento con l’arrivo di un ulteriore elicottero del tipo AGUSTA-BELL AB 412 HP dotato di tutte quelle sofisticate tecnologie che lo rendono idoneo oltre che al volo notturno anche in tutte quelle attività che richiedono condizioni di volo estreme e missioni di esplorazioni aeromarittime di particolare importanza
Scheda tecnica del pattugliatore “G. 126 FINANZIERE DE ROSA” .
Scheda tecnica AB 412 HP

POLIZIA AMBIENTALE

Particolarmente sentito ed interessato, è stato il settore della Polizia Ambientale che ha visto ben 2 unità navali contrastare – al largo delle coste Tunisine – in acque internazionali diversi moto/pesca di nazionalità italiana intenti ad effettuare la pesca illegale con le reti da posta derivanti del tipo “spadara”. Malgrado il divieto imposto dalla comunità Europea con il regolamento CEE 1239 dell’otto giugno 1998, anche durante l’anno 2009 diversi pescherecci hanno continuato ad esercitare la pesca illegale con le reti derivanti. L’operazione che è stata condotta durante i mesi estivi e coordinata personalmente dal Comandante del Gruppo Aeronavale – Col Minuto Joselito – è stata particolarmente complessa in quanto le unità navali sono state costrette ad operare in mare aperto ed a diverse centinaia di miglia dalle coste siciliane.
I risultati conseguiti in tale settore hanno permesso di individuare diversi pescherecci immatricolati nelle province di Catania, e Cagliari, che utilizzavano reti derivanti con una larghezza di maglia superiore a 40 centimetri ed un’altezza superiore a 28 metri. I trasgressori sono stati tutti verbalizzati con l’applicazione della vigente normativa, ossia 2.000 € di sanzione amministrativa oltre al sequestro degli attrezzi illegali dal valore di diverse decina di migliaia di euro che sono stati avviati successivamente alla distruzione mediante incenerimento. In tale contesto sono stati inoltre sviluppati significativi controlli nell’ambito dell’applicazione della normativa connessa al rispetto delle quote assegnate ai pescherecci per la pesca del “tonno rosso”.

G.8 AMBIENTE
Com’è noto, dal 1° di gennaio del 2009, l’Italia ha assunto la presidenza di turno del G. 8, ed in tale contesto, la provincia di Siracusa è stata interessata dall’evento, ospitando numerose delegazioni di Governi stranieri e di varie organizzazioni internazionali ed europee.
In relazione della presenza di alte personalità ed in considerazione di situazioni internazionali che non potevano fare escludere iniziative di protesta anche improntate all’illegalità ed al terrorismo, è stata improntata una necessaria ed articolata idonea misura di sicurezza di ordine , vigilanza e pubblica sicurezza, cui hanno preso parte tra altre FF.PP. anche i pattugliatori ed i mezzi aerei del Gruppo Aeronavale di Messina. Per questa importantissima missione è stato utilizzato il modernissimo Pattugliatore d’altura G. 9 FINANZIERE CINUS, che oltre ad operare con apparecchiature elettroniche di scoperta e comunicazione di ultima generazione, possiede due propulsori a basso impatto ambientale. L’unità navale impegnata in tale attività è stata anche oggetto di numerose visite di delegazioni straniere che hanno dato notevole lustro al Corpo della Guardia di Finanza in ambito internazionale.

“OPERAZIONE THALASSA”
Il D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 68 “Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di Finanza”, dispone che, il Corpo della Guardia di Finanza assolve le funzioni di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio pubblico, delle regioni, degli enti locali e dell’Unione Europea avvalendosi del proprio dispositivo aeronavale, esercitando in mare con particolare interesse nel costante monitoraggio delle imprese operanti nella filiera della pesca marittima. In ragione di tali posizioni il Gruppo Aeronavale di Messina, in piena sinergia con altri Reparti del Corpo – dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo al Gruppo Aeronavale di Trapani, nonché avvalendosi anche di mezzi aerei, ha proposto ed attuato un piano operativo, che si è svolto in un arco temporale che è andato da giugno ad agosto, finalizzato al monitoraggio sia nelle acque territoriali che in alto mare, diretto alla ricerca, prevenzione e repressione di quelle attività di pesca dedite alla cattura di specie ittiche del tipo Grandi Pelagici, con l’uso di reti da posta derivanti, cosiddette “spadare”.
Grazie ad un’ottima attività info-investigativa, l’azione repressiva portata a compimento dalla componente navale del Corpo ha portato al raggiungimento di ottimi risultati di servizio che vanno dalla requisizione di 12 reti da posta derivanti del tipo “spadare e ferrettare” per un totale di 56200 mt. al sequestro di 3142 Kg. di pescato nonché di tutti quegli strumenti usati per l’attività di pesca illegale.
L’attività ha inoltre previsto l’ampliamento operazionale verso ulteriori accertamenti di violazioni correlate ad altri settori di intervento sia a carattere amministrativo che penale. In particolar sono state riscontrate ben 57 violazioni amministrative di cui 24 relativamente al lavoro sommerso, 7 per imbarco di carbolubrificanti a regime agevolato e 26 per violazioni al codice della navigazione.
Sempre nel settore della pesca marittima, particolare importanza è stata data al controllo del sistema satellitare denominato “Blue box”. Il regolamento CE nr. 2371/2002 infatti, prevede l’installazione a bordo dei moto pesca di un sistema satellitare per il quale i comandanti delle unità da pesca hanno l’obbligo al momento di lasciare il porto che l’apparato di localizzazione sia funzionante ed acceso. Tale impianto infatti garantisce l’identificazione del peschereccio, la posizione geografica, la rotta e la velocità.

ATTIVITA’ DI SOCCORSO AGLI ALLUVIONATI DI GIAMPILIERI
E’ la pioggia che inizia a cadere copiosa nella serata del 1° ottobre del 2009 a decidere una catastrofe di portata devastante che si è abbattuta nei comuni di Giampilieri, Briga Marina, Molino, Altolia, e Scaletta Zanclea. Una catastrofe mille volte annunciata, che con frane e fiumi di fango si abbatte sugli abitanti indifesi dei paesi rivieraschi e che trascina in mare decine di vite umane.
L’allarme e la gravità dell’evento viene subito recepito dagli equipaggi che effettuano i turni di prontezza operativa a bordo delle unità navali, pronti ad intervenire 24 ore su 24. La prima unità ad intervenire è il G. 100 LIPPI che mollati gli ormeggi dirige sul luogo del disastro. Le strade e l’autostrada sono interrotte, ed in questo caso l’unica via percorribile diventa il mare che, in un clima irreale si mantiene calmo come a favorire gli aiuti immediati. L’equipaggio del Lippi utilizzando il battello di salvataggio in dotazione inizia le frenetiche operazioni di salvataggio delle persone che stanno scegliendo la via del mare per scappare, mentre un elicottero NH500 denominato volpe 107 viene richiesto ed inviato immediatamente per la documentazione filmata dei territori colpiti dall’alluvione che saranno utilizzati per documentare all’unità di crisi – insediata presso la prefettura di Messina – la portata del fenomeno . Tutte le unità navali efficienti sono state utilizzate senza risparmio di energie sino a quando c’è stata la possibilità di trarre in salvo vite umane. Ma l’attività non è finita solo con il soccorso, è proseguita con quella meno gratificante della ricerca dei dispersi che man mano emergevano dal mare torbido. Ecco come hanno operato gli uomini del gruppo Aeronavale di Messina che unitamente alle altre FF.PP. hanno portato tanto sostegno e solidarietà agli sfollati di questa provincia.

ATTIVITA’ DI COOPERAZIONE PER LE INDAGINI PATRIMONIALI CON GLI ALTRI COMANDI DEL CORPO
La lotta ai capitali mafiosi e/o comunque a tutta la criminalità organizzata è un punto cardine dell’azione di contrasto a qualsiasi tipo di malavita. In questo comparto i mezzi aerei del Gruppo Aeronavale di Messina hanno fornito un valido supporto ai colleghi dei Comandi Provinciali di Catania – Siracusa – Ragusa – Reggio Calabria, per lo sviluppo delle indagini volte ad individuare i patrimoni (beni immobili) della malavita organizzata. Diversi sono stati i successi conseguiti, applicando sistemi e logiche altamente riconosciute. Il sistema – a detta dei magistrati impegnati in tale settore – ha permesso di accelerare e rendere più agevoli le indagini, sempre nel rispetto delle normative vigenti, che hanno portato al sequestro di ingenti patrimoni .

ATTIVITA’ ISTITUZIONALE

L’anno 2009 ha visto il Gruppo Aeronavale di Messina, impegnato anche in una valida attività istituzionale, mettendo in risalto l’immagine del Corpo. In questo contesto è stato realizzato un “Vademecum Operativo” con l’intento di fornire un ausilio di rapida consultazione per le unità operanti in cielo e in mare, nonché come strumento di aiuto didattico presso le scuole di formazione del Corpo.
Il 2 maggio del 2009 presso l’aeroporto di Catania Fontanarossa, di fronte a numerose autorità, civili e militari, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della locale Sezione Aerea di Manovra, che è stata intitolata ai due componenti l’equipaggio di un elicottero NH 500 – il M.A. pilota Domenico Corso ed il M.A. specialista Giovanni Giudice – che, durante il proprio servizio di prevenzione e soccorso sul monte Etna ed in condizioni meteorologiche avverse, perdevano la vita nell’adempimento del loro dovere. Nell’occasione è stata pubblicata una brochure, contenente alcuni spunti sulle origini e la storia della Guardia di Finanza e del Servizio Aereo, nonché cenni di storia sull’istituzione della nuova Sezione Aerea di Manovra di Catania.
Sono stati inoltre realizzati un filmato in formato DVD, allo scopo di illustrare, il dispositivo aeronavale in forza al Reparto, composto da una vasta gamma di mezzi tecnologicamente avanzati, e come strumento dimostrativo dell’attività nei vari settori d’intervento, nonché il primo calendario del Gruppo Aeronavale rappresentativo tra l’altro dei risultati di servizio più importanti, conseguiti dall’istituzione del Reparto ad oggi.
Durante il decorso anno, si sono ultimati altresì, il lavori di ristrutturazione, presso la centrale via La Farina di sette alloggi di servizio e di due foresterie destinate ad ospitare le famiglie degli appartenenti al Corpo. Tale opera realizzata nel breve volgere di sette mesi, sarà inaugurata nel prossimo mese di marzo 2010, alla presenza delle Autorità Cittadine.

Messina lunedì 8 febbraio 2010 – Ragguardevole ed ancora in crescita – così può essere definita l’attività operativa relativa all’anno 2009, presentata dal Gruppo Aeronavale della Guardia di Finanza di Messina -.
I settori in cui sono stati impegnati maggiormente i finanzieri del Col. Minuto, hanno spaziato dall’immigrazione clandestina, all’alluvione di Messina, al G8 di Siracusa.

IMMIGRAZIONE CLANDESTINA
Il decorso anno ha portato importanti direttive relative al settore dell’immigrazione, tra cui spicca lo strumento normativo contenuto all’interno del c.d. “ Pacchetto sicurezza”, varato in data 02 luglio 2009, che introduce il “reato di immigrazione clandestina”, con procedimenti penali per direttissima e conseguente inasprimento delle pene per i trafficanti di uomini. Nel contesto di tale comparto, sono stati sviluppati e perfezionati gli accordi bilaterali con la Libia per il contrasto di tale fenomeno, con lo scopo di bloccare i natanti carichi di clandestini in partenza da quelle coste africane. Tale intesa, ha previsto tra l’altro anche la cessione di 3 guardacoste d’altura del Corpo della Guardia di Finanza – tra cui uno appartenente alla Stazione Navale di Manovra della Guardia di Finanza di Messina – opportunamente adeguati, per la cui “consegna” è stato chiamato – per questa importante missione estera – il Gruppo Aeronavale di Messina, fornendo due pattugliatori d’altura, per la scorta in sicurezza, sino ai porti di destinazione libici.
Nell’ambito del contrasto in parola lungo le coste nazionali, le aree più interessate da tale fenomeno, sono state quelle ionico siciliani e calabresi. La fascia costiera della Sicilia orientale è stata coinvolta da numerosi sbarchi, soprattutto durante il primo semestre del 2009, cui è seguito un progressivo regredimento, dovuto principalmente all’applicazione delle nuove normative varate dal Governo e da quelle intese bilaterali con la Libia.
Importanti, comunque sono stati i risultati conseguiti in tale settore durante i primi 6 mesi dell’anno decorso, che possono essere riassunti con 2605 immigrati fermati – 17 scafisti arrestati – 8 imbarcazioni sequestrate. L’applicazione delle normative contenute nel pacchetto sicurezza non ha comunque escluso – da parte dei finanzieri che operano in questo presidio – l’applicazione del diritto internazionale connesso al prioritario interesse della salvaguardia della vita umana in mare, improntando il servizio al rispetto della dignità delle persone che fuggono dai paesi in guerra, dalla miseria, e dalle dittature, non tralasciando comunque il contrasto a tutte quelle attività poste in essere da scafisti e trafficanti che lucrano e mettono in pericolo la vita dei disperati in fuga e che comunque utilizzano anche queste attività per le possibili connessioni con il terrorismo internazionale di matrice islamica.
Ma l’emergenza non può considerarsi conclusa, infatti i trafficanti si sono già messi in opera ricercando altre vie per i loro traffici ed in atto è stata osservata una intensificazione degli sbarchi verso le coste calabre del versante ionico con l’impiego di velieri Ucraini e di navi madre in transito per quelle rotte.
Grazie alla nuova normativa in vigore, nel decorso anno, il fenomeno del flusso migratorio verso le coste della Sicilia orientale, di competenza del Gruppo Aeronavale di Messina, è notevolmente diminuito, tanto da essere passati dai 2600 dell’anno 2008 ai 1116 del 2009, con una percentuale di regredimento di circa il 60%.

POTENZIAMENTO DEL DISPOSITIVO NAVALE AEREO

La flotta navale in dotazione alla Guardia di Finanza di Messina si è arricchita anche dell’arrivo di un Guardacoste Bigliani VIII serie “G. 126 FINANZIERE DE ROSA” , destinato al potenziamento del dispositivo navale operante al contrasto dei traffici illeciti nell’alto mare prospiciente le aree di competenza del Gruppo aeronavale alla sede . La struttura di questa unità navale, particolarmente robusta, caratterizzata da una eccellente tenuta di mare e da una efficace dotazione elettronica di scoperta e comunicazione, permette di assolvere particolari compiti connessi con i comparti della tutela degli interessi economici e finanziari nazionali e comunitari, vigilanza sulle acque internazionali e sulle frontiere marittime nazionali, mantenimento della sicurezza e della difesa del paese.
Anche la flotta aerea ha avuto un crescente potenziamento con l’arrivo di un ulteriore elicottero del tipo AGUSTA-BELL AB 412 HP dotato di tutte quelle sofisticate tecnologie che lo rendono idoneo oltre che al volo notturno anche in tutte quelle attività che richiedono condizioni di volo estreme e missioni di esplorazioni aeromarittime di particolare importanza
Scheda tecnica del pattugliatore “G. 126 FINANZIERE DE ROSA” .
Scheda tecnica AB 412 HP

POLIZIA AMBIENTALE

Particolarmente sentito ed interessato, è stato il settore della Polizia Ambientale che ha visto ben 2 unità navali contrastare – al largo delle coste Tunisine – in acque internazionali diversi moto/pesca di nazionalità italiana intenti ad effettuare la pesca illegale con le reti da posta derivanti del tipo “spadara”. Malgrado il divieto imposto dalla comunità Europea con il regolamento CEE 1239 dell’otto giugno 1998, anche durante l’anno 2009 diversi pescherecci hanno continuato ad esercitare la pesca illegale con le reti derivanti. L’operazione che è stata condotta durante i mesi estivi e coordinata personalmente dal Comandante del Gruppo Aeronavale – Col Minuto Joselito – è stata particolarmente complessa in quanto le unità navali sono state costrette ad operare in mare aperto ed a diverse centinaia di miglia dalle coste siciliane.
I risultati conseguiti in tale settore hanno permesso di individuare diversi pescherecci immatricolati nelle province di Catania, e Cagliari, che utilizzavano reti derivanti con una larghezza di maglia superiore a 40 centimetri ed un’altezza superiore a 28 metri. I trasgressori sono stati tutti verbalizzati con l’applicazione della vigente normativa, ossia 2.000 € di sanzione amministrativa oltre al sequestro degli attrezzi illegali dal valore di diverse decina di migliaia di euro che sono stati avviati successivamente alla distruzione mediante incenerimento. In tale contesto sono stati inoltre sviluppati significativi controlli nell’ambito dell’applicazione della normativa connessa al rispetto delle quote assegnate ai pescherecci per la pesca del “tonno rosso”.

G.8 AMBIENTE
Com’è noto, dal 1° di gennaio del 2009, l’Italia ha assunto la presidenza di turno del G. 8, ed in tale contesto, la provincia di Siracusa è stata interessata dall’evento, ospitando numerose delegazioni di Governi stranieri e di varie organizzazioni internazionali ed europee.
In relazione della presenza di alte personalità ed in considerazione di situazioni internazionali che non potevano fare escludere iniziative di protesta anche improntate all’illegalità ed al terrorismo, è stata improntata una necessaria ed articolata idonea misura di sicurezza di ordine , vigilanza e pubblica sicurezza, cui hanno preso parte tra altre FF.PP. anche i pattugliatori ed i mezzi aerei del Gruppo Aeronavale di Messina. Per questa importantissima missione è stato utilizzato il modernissimo Pattugliatore d’altura G. 9 FINANZIERE CINUS, che oltre ad operare con apparecchiature elettroniche di scoperta e comunicazione di ultima generazione, possiede due propulsori a basso impatto ambientale. L’unità navale impegnata in tale attività è stata anche oggetto di numerose visite di delegazioni straniere che hanno dato notevole lustro al Corpo della Guardia di Finanza in ambito internazionale.

“OPERAZIONE THALASSA”
Il D.Lgs. 19 marzo 2001, n. 68 “Adeguamento dei compiti del Corpo della Guardia di Finanza”, dispone che, il Corpo della Guardia di Finanza assolve le funzioni di polizia economica e finanziaria a tutela del bilancio pubblico, delle regioni, degli enti locali e dell’Unione Europea avvalendosi del proprio dispositivo aeronavale, esercitando in mare con particolare interesse nel costante monitoraggio delle imprese operanti nella filiera della pesca marittima. In ragione di tali posizioni il Gruppo Aeronavale di Messina, in piena sinergia con altri Reparti del Corpo – dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo al Gruppo Aeronavale di Trapani, nonché avvalendosi anche di mezzi aerei, ha proposto ed attuato un piano operativo, che si è svolto in un arco temporale che è andato da giugno ad agosto, finalizzato al monitoraggio sia nelle acque territoriali che in alto mare, diretto alla ricerca, prevenzione e repressione di quelle attività di pesca dedite alla cattura di specie ittiche del tipo Grandi Pelagici, con l’uso di reti da posta derivanti, cosiddette “spadare”.
Grazie ad un’ottima attività info-investigativa, l’azione repressiva portata a compimento dalla componente navale del Corpo ha portato al raggiungimento di ottimi risultati di servizio che vanno dalla requisizione di 12 reti da posta derivanti del tipo “spadare e ferrettare” per un totale di 56200 mt. al sequestro di 3142 Kg. di pescato nonché di tutti quegli strumenti usati per l’attività di pesca illegale.
L’attività ha inoltre previsto l’ampliamento operazionale verso ulteriori accertamenti di violazioni correlate ad altri settori di intervento sia a carattere amministrativo che penale. In particolar sono state riscontrate ben 57 violazioni amministrative di cui 24 relativamente al lavoro sommerso, 7 per imbarco di carbolubrificanti a regime agevolato e 26 per violazioni al codice della navigazione.
Sempre nel settore della pesca marittima, particolare importanza è stata data al controllo del sistema satellitare denominato “Blue box”. Il regolamento CE nr. 2371/2002 infatti, prevede l’installazione a bordo dei moto pesca di un sistema satellitare per il quale i comandanti delle unità da pesca hanno l’obbligo al momento di lasciare il porto che l’apparato di localizzazione sia funzionante ed acceso. Tale impianto infatti garantisce l’identificazione del peschereccio, la posizione geografica, la rotta e la velocità.

ATTIVITA’ DI SOCCORSO AGLI ALLUVIONATI DI GIAMPILIERI
E’ la pioggia che inizia a cadere copiosa nella serata del 1° ottobre del 2009 a decidere una catastrofe di portata devastante che si è abbattuta nei comuni di Giampilieri, Briga Marina, Molino, Altolia, e Scaletta Zanclea. Una catastrofe mille volte annunciata, che con frane e fiumi di fango si abbatte sugli abitanti indifesi dei paesi rivieraschi e che trascina in mare decine di vite umane.
L’allarme e la gravità dell’evento viene subito recepito dagli equipaggi che effettuano i turni di prontezza operativa a bordo delle unità navali, pronti ad intervenire 24 ore su 24. La prima unità ad intervenire è il G. 100 LIPPI che mollati gli ormeggi dirige sul luogo del disastro. Le strade e l’autostrada sono interrotte, ed in questo caso l’unica via percorribile diventa il mare che, in un clima irreale si mantiene calmo come a favorire gli aiuti immediati. L’equipaggio del Lippi utilizzando il battello di salvataggio in dotazione inizia le frenetiche operazioni di salvataggio delle persone che stanno scegliendo la via del mare per scappare, mentre un elicottero NH500 denominato volpe 107 viene richiesto ed inviato immediatamente per la documentazione filmata dei territori colpiti dall’alluvione che saranno utilizzati per documentare all’unità di crisi – insediata presso la prefettura di Messina – la portata del fenomeno . Tutte le unità navali efficienti sono state utilizzate senza risparmio di energie sino a quando c’è stata la possibilità di trarre in salvo vite umane. Ma l’attività non è finita solo con il soccorso, è proseguita con quella meno gratificante della ricerca dei dispersi che man mano emergevano dal mare torbido. Ecco come hanno operato gli uomini del gruppo Aeronavale di Messina che unitamente alle altre FF.PP. hanno portato tanto sostegno e solidarietà agli sfollati di questa provincia.

ATTIVITA’ DI COOPERAZIONE PER LE INDAGINI PATRIMONIALI CON GLI ALTRI COMANDI DEL CORPO
La lotta ai capitali mafiosi e/o comunque a tutta la criminalità organizzata è un punto cardine dell’azione di contrasto a qualsiasi tipo di malavita. In questo comparto i mezzi aerei del Gruppo Aeronavale di Messina hanno fornito un valido supporto ai colleghi dei Comandi Provinciali di Catania – Siracusa – Ragusa – Reggio Calabria, per lo sviluppo delle indagini volte ad individuare i patrimoni (beni immobili) della malavita organizzata. Diversi sono stati i successi conseguiti, applicando sistemi e logiche altamente riconosciute. Il sistema – a detta dei magistrati impegnati in tale settore – ha permesso di accelerare e rendere più agevoli le indagini, sempre nel rispetto delle normative vigenti, che hanno portato al sequestro di ingenti patrimoni .

ATTIVITA’ ISTITUZIONALE

L’anno 2009 ha visto il Gruppo Aeronavale di Messina, impegnato anche in una valida attività istituzionale, mettendo in risalto l’immagine del Corpo. In questo contesto è stato realizzato un “Vademecum Operativo” con l’intento di fornire un ausilio di rapida consultazione per le unità operanti in cielo e in mare, nonché come strumento di aiuto didattico presso le scuole di formazione del Corpo.
Il 2 maggio del 2009 presso l’aeroporto di Catania Fontanarossa, di fronte a numerose autorità, civili e militari, si è svolta la cerimonia di inaugurazione della locale Sezione Aerea di Manovra, che è stata intitolata ai due componenti l’equipaggio di un elicottero NH 500 – il M.A. pilota Domenico Corso ed il M.A. specialista Giovanni Giudice – che, durante il proprio servizio di prevenzione e soccorso sul monte Etna ed in condizioni meteorologiche avverse, perdevano la vita nell’adempimento del loro dovere. Nell’occasione è stata pubblicata una brochure, contenente alcuni spunti sulle origini e la storia della Guardia di Finanza e del Servizio Aereo, nonché cenni di storia sull’istituzione della nuova Sezione Aerea di Manovra di Catania.
Sono stati inoltre realizzati un filmato in formato DVD, allo scopo di illustrare, il dispositivo aeronavale in forza al Reparto, composto da una vasta gamma di mezzi tecnologicamente avanzati, e come strumento dimostrativo dell’attività nei vari settori d’intervento, nonché il primo calendario del Gruppo Aeronavale rappresentativo tra l’altro dei risultati di servizio più importanti, conseguiti dall’istituzione del Reparto ad oggi.
Durante il decorso anno, si sono ultimati altresì, il lavori di ristrutturazione, presso la centrale via La Farina di sette alloggi di servizio e di due foresterie destinate ad ospitare le famiglie degli appartenenti al Corpo. Tale opera realizzata nel breve volgere di sette mesi, sarà inaugurata nel prossimo mese di marzo 2010, alla presenza delle Autorità Cittadine.

Posted by on 11 febbraio 2010. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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