Roma: tavola rotonda sul bullismo all’Istituto di Tecniche Investigative dell’Arma

ROMA 18 Febbraio 2010 – Si è tenuta ieri presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma dei Carabinieri in Velletri una tavola rotonda sul tema: “Il bullismo nelle scuole: dalla prepotenza/aggressività alla tendenza a delinquere”, per approfondire lo studio sul delicato fenomeno e delineare strategie di approccio ed intervento per gli operatori di polizia giudiziaria.
L’incontro-dibattito è stato organizzato nell’ambito del corso di aggiornamento professionale rivolto ai Marescialli addetti ai Nuclei Operativi di Comando Compagnia Carabinieri, secondo la filosofia dell’Istituto che mira a trasferire dal “campo” all’aula le esperienze operative della quotidianità maturate dai migliori esperti nei settori d’interesse.
Sono intervenuti il Dr. Claudio De Angelis, Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Roma, il Prof. Ugo Fornari, professore di psichiatria e psicopatologia forense dell’Università degli Studi di Torino, il Prof. Francesco Giacca, sociologo ed educatore del Dipartimento per la Giustizia Minorile presso l’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni di Napoli, la Dr.ssa Terry Bruno, psicologa e psicoterapeuta ed il Magg. Salvatore Danilo Panico, psicologo insegnante presso la Scuola Ufficiali Carabinieri di Roma, che ha moderato la riunione.
Hanno preso parte alla tavola rotonda anche venti Dirigenti scolastici delle scuole medie inferiori e superiori di Roma e dell’area dei Castelli Romani, ai quali, in considerazione dell’interesse e dell’attualità dell’argomento trattato, è stato esteso l’invito in collaborazione con il Comando del Gruppo Carabinieri di Frascati.
Dopo l’introduzione del Comandante dell’Istituto, Generale Enrico Cataldi, la riflessione ha ripercorso le possibili cause scatenanti il fenomeno, descritto la sintomatologia con la quale si manifesta, dai comportamenti aggressivi al cyberbullismo, ed indicato quali siano gli strumenti a disposizione degli educatori e degli operatori di polizia; numerosi gli interventi frutto delle esperienze maturate dai Marescialli e dai Presidi, che hanno rappresentato la difficoltà di interpretare, gestire e contrastare simili disagi giovanili senza un fattivo lavoro di squadra all’interno della scuola ed in sintonia con le famiglie.
Unanime l’interesse suscitato e l’apprezzamento espresso dai partecipanti per il contributo offerto dalla riunione, che ha consentito di approfondire lo studio e la conoscenza del bullismo, presupposti indispensabili per poter progettare azioni mirate e coordinate ed intervenire con politiche integrate tra i vari soggetti istituzionali coinvolti.

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