Si riunisce Crimor per festeggiare il compleanno di Ultimo

di Antonella Serafini


crimor arresta riina ROMA 21 Febbraio 2010 – Oggi è successo una cosa che molti pensavano fosse impensabile, impossibile. Ultimo è stato “accerchiato”. Nel giorno del suo compleanno, amici, parenti, colleghi, tutti complici nel voler rendere omaggio al colonnello (inclusi i vecchi superiori come il generale Mori). Tutti uniti per convocare il colonnello in un posto di sua fiducia con persone di sua fiducia. Una volta arrivati nel posto stabilito, escono tutti i suoi uomini, colleghi attuali e passati, legati con un vincolo che i professori dell’antimafia non potranno mai capire, con cuori che battono all’unisono, con commozione sincera da parte di tutti, vecchie e nuove generazioni. Erano tanti, erano tutti. Venuti da tutte le parti d’italia per il loro comandante/amico/collega. Per far vedere a Ultimo che nonostante la lontananza, gli impedimenti logistici, le differenze di rango, di età, carabinieri e società civile tutti insieme a voler dire una cosa: “possono provare a distruggerci, ma per farlo devono rabbuiare e offuscare i cuori”. Ma come si fa a offuscare il cuore di uno che è vissuto facendo “anche volentieri” 48 ore di turno  consecutive senza straordinari, dentro un furgone che chiamavano BALENA, fissi ad osservare gli spostamenti, a decodificare i codici di Cosa Nostra, riuscendoci, per di più? Non sono cose che si fanno per soldi, queste. Si fanno con il fine unico di servire lo Stato.

Non si può offuscare, dunque, perchè la giustizia è una. E non ha mai secondi fini. Una torta con lo stemma di Crimor, un discorso di Ultimo che commosso ha parlato di “dare senza chiedere mai niente indietro come ci ha insegnato Dalla Chiesa“, e ha fatto notare come il semplice organizzare un incontro come questo è di fatto “agire col cuore senza tornaconto per noi“. C’erano tutti, Vikingo, Arciere, Aspide, Cinghiale, Elfo.. Qualcuno si è messo in macchina alle 5 del mattino per arrivare dal piemonte, dal friuli, dalla sardegna, dalla Basilicata, chi è arrivato dalla Sicilia la sera prima, chi dalla Toscana. Una parte della “stampa amica”, e una fetta della società civile, i volontari dell’associazione di volontariato che è il braccio operativo della casa famiglia per minori su cui si sta puntando tutto. Contentezza nel vedere che “siamo e saremo sempre uniti“, misti all’amarezza di non poter far vedere al mondo la verità, offuscata da una stampa “pilotata per oscuri motivi”, dicono. L’amarezza verso la stampa ci sarà finchè la gente non saprà la verità. Finchè tutti non sapranno la loro versione. “Perchè Santoro non chiama noi, perchè non chiede a noi, come sono andate le cose, noi che c’eravamo..” ribadisce Aspide durante una informale chiacchierata. “Perchè – aggiunge – quando Costanzo voleva sentire la nostra versione l’arma ha negato il permesso? Ditele queste cose!”.

Ma noi non siamo la stampa “perbene”, noi non siamo i professori che spiegano. Noi siamo quelli che ascoltano e non fanno soldi. Non facciamo soldi con i nostri articoli, e la cosa strana è che… siamo orgogliosi di essere così, di essere “poveri”. Anche perchè come si fa ad essere ultimi se si fanno le cose per convenienza? E la serata segue tra aneddoti divertenti di quando Cinghiale sorveglieva il generale Mori appollaiato su un pino, vedendo tutto senza essere visto, o di quando si ascoltava per mesi la stessa canzone di sottofondo, fino alla nausea, magari perchè contiene le famose parole “non ci prenderete mai“, oppure andare a 210 all’ora in autostrada durante un inseguimento. Il tutto davanti a una tavola imbandita dalle “nobili amazzoni” che vivono a contatto stretto con la natura, tra cassate, carne, buona cucina e barzellette sui carabinieri che nessuno si è fatto mancare. Ecco, queste sono le scene che nessun Travaglio mai potrà mai vedere…  Il ringraziamento di una giornata di festa va a chi ha lavorato nell’ombra, come sempre. Eravamo indecisi se scrivere o meno un articolo sul compleanno di Ultimo, perchè in fondo è solo un compleanno. Ma Quegli uomini, quella squadra, quei comandanti, hanno probabilmente visto dopo anni la luce, in privato, per poi rimettersi in macchina e affrontare ognuno le sue quattro, cinque ore di viaggio, o riprendere l’aereo per tornare a lavoro.

Il lavoro di comandante di stazione, al lavoro di scorta per i magistrati, al lavoro di volontariato. Ma l’aria che si respirava era di battaglia, come se veramente un’ascia di guerra fosse stata dissotterrata. Prima contro la mafia, ora invece ricominciando da una ricostruzione di impegno civile e cultura della legalità. Con una casa famiglia per minori che sarà il fiore all’occhiello di questi ragazzi, che saranno sempre a disposizione degli ultimi, sempre servitori dello Stato, anonimi, tartassati, poveri e rinnegati. Ma sono belli per questo. In tanti non potranno capire, ma chi ha il cuore puro e ha letto questo articolo, era lì con noi questo pomeriggio. Con lo spirito e il cuore.

( nella foto: l’arresto di Totò Riina da parte dell’Unità Crimor, il 15 Gennaio 1993 )

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One Response to Si riunisce Crimor per festeggiare il compleanno di Ultimo

  1. Ettore Ferrero...

    Caro Colonnello Ultimo,
    quarantanove anni.
    Il riconoscimento all’Ufficiale dei Carabinieri, che a suon di fustigate da parte di insofferenti ed avversità interne, ha dovuto difendere il proprio operato, prima di fronte agli stessi superiori, dopo di fronte all’opinione pubblica.
    Ma, come nella realtà dovrebbe essere, ossia il frutto di una partecipazione collettiva nella lotta alla mafia, e dei rapporti ad essa collegati – politica ed imprenditoria -, il Ricordo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, che Lei ha espresso dimostra l’acclarato convincimento, che l’ardimento manifestato dal Generale – Prefetto, non si sarebbe, poi e poi mai concluso, con una rinunzia del compito a Lui affidato.
    A meno che, non sussistessero i presupposti per una ritrosia politica sulla decisione presa di inviare il Generale Dalla Chiesa a Palermo.
    Scelta che sarebbe spettata solamente all’entourage politico, in quanto, la decisione assunta dal Generale Dalla Chiesa, in qualità di Prefetto Antimafia ,era la chiara ed esplicita volontà di adempiere ad un compito del quale si assumeva piena responsabilità.
    Colonnello Ultimo, ancora sentiti Auguri…

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