Roma: chiudevano ragazze in un pollaio e le costringevano a prostituirsi

di Antonella Serafini


ROMA 26 Febbraio 2010 – I Carabinieri della Stazione di Colonna, piccolo centro situato alla periferia sud est di Roma, hanno arrestato madre e figlio, entrambi romeni di 43 e 18 anni, per favoreggiamento, sfruttamento e induzione alla prostituzione. L’indagine è nata da una segnalazione di una cittadina italiana che ai militari ha raccontato di aver notato, mentre percorreva la via Prenestina, due ragazze straniere sul ciglio della strada che piangevano. Effettuati una serie di servizi di osservazione e di pedinamento lungo la citata strada, nel Comune di Zagarolo, dove le ragazze erano solite prostituirsi, sono stati controllati i loro spostamenti, pedinate finché questa mattina dopo averle trovate rinchiuse, in delle baracche, un tempo utilizzate come pollaio, le hanno liberate. Le ragazze hanno raccontato ai militari di essere state attirate in Italia da alcuni connazionali con la promessa di un lavoro serio e sicuro, ma in breve tempo il loro sogno si è infranto. Quelli che consideravano loro “amici” si sono trasformati in carnefici, costringendole a prostituirsi in strada. Successivamente sono passate di mano in mano, vendute al miglior offerente, fino ad arrivare a Roma. Qui la famiglia che le ha acquistate, dopo aver sequestrato i loro documenti ha provveduto anche a picchiarle e seviziarle, per fargli capire cosa sarebbe successo nel caso si fossero allontanate senza permesso o se si fossero rifiutate di tornare in strada e guadagnare soldi. I loro ultimi “padroni”, la famiglia di connazionali arrestata dai Carabinieri, provvedevano ad accompagnarle sul “posto di lavoro”, poi ritornavano dopo alcune ore e le chiudevano in quelle fatiscenti baracche ubicata in via Prenestina Polense poste dietro la loro abitazione in campagna dalle cui finestre le controllavano. Il denaro guadagnato veniva loro tolto. Ora grazie all’intervento dei militari le ragazze sono state trasferite in un centro di prima accoglienza e antiviolenza della Capitale, mentre la donna di 43 anni ed il figlio sono stati associati alla casa circondariale di Roma Rebibbia. Sono in corso le ricerche del capo famiglia, che è riuscito a fuggire con altre due giovani romene prima dell’arrivo dei militari.

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