Haiti: senza sosta l’impegno dei militari italiani

Haiti: senza sosta l'impegno dei militari italiani nel post-terremoto HAITI 04 Marzo 2010 – Continua l’apporto italiano nella fase del post-terremoto. Nella giornata di ieri i militari del Contingente italiano hanno concluso i lavori presso il sito del molo Jeremie.

Il molo Jeremie è situato all’interno di uno dei quartieri più critici della Capitale haitiana, “Citè de Soleil”. Nei giorni successivi al terremoto la Protezione Civile Italiana aveva ritenuto questa località uno dei luoghi dove l’intervento sarebbe potuto essere maggiormente efficace in supporto alla popolazione.

L’intervento dei nostri militari ha permesso la sistemazione di un ampia area dove è stato possibile posizionare delle tende per ospitare parte della popolazione del quartiere, che attualmente vive in fatiscenti e precarie baracche di lamiera.

La realizzazione della tendopoli ed il conseguente trasferimento parziale di alcuni cittadini haitiani di questa zona, costituisce l’inizio di una fase di decongestionamento che permetterà la successiva sostituzione delle dimore con case prefabbricate o in muratura.
Attualmente nel quartiere popolare di Jeremie è attivo un Posto Medico Avanzato (PMA), diretto dai medici militari del Contingente. Il PMA, avviato nell’urgenza del post terremoto dalla Protezione Civile italiana, verrà affidato nei prossimi giorni a medici volontari che operano in Haiti in conseguenza del cessato stato di emergenza.

La Task Force “GENIO”, composta dai Genieri Alpini, Artiglieri da montagna dell’Esercito e dai Fucilieri dell’aria dell’Aeronautica, in coordinamento con la Protezione Civile Italiana e con i fucilieri del Reggimento San Marco, hanno iniziato i lavori il 12 febbraio scorso, bonificando il terreno paludoso; la superficie è stata riempita di ghiaia per realizzare un piano drenante solido su cui montare le strutture della Protezione Civile.

Il personale della Task Force è stato impiegato nell’area del cantiere per circa 600 ore di lavoro in difficili condizioni climatiche. Il lavoro è stato ultimato spianando circa 4000 metri cubi di ghiaia in 4000 metri quadrati di superficie, percorrendo circa 2500 km con gli automezzi speciali dell’Esercito e utilizzando circa 3500 litri di carburante.

Posted by on 8 marzo 2010. Filed under Copertina, Esteri, Magazine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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