Milano: traffico d’armi, Iran non cessa lamentazioni, indagini continuano

MILANO 07 Marzo 2010 – “Il governo italiano dovrebbe rispondere per il suo indecoroso comportamento nei confronti del corrispondente della televisione iraniana”. Lo ha detto il presidente del Parlamento di Teheran, Larijani, a proposito di Masoumi-Nejad, il giornalista della tv Irib arrestato mercoledì scorso dalle autorità italiane con l’accusa di traffico illegale di armi verso l’Iran. Larijani ha definito l’arresto “un atto infantile” con cui il governo italiano “si sta giocando il prestigio politico”.

L’uomo era stato arrestato nell’operazione “Sniper” della Guardia di Finanza di Milano dello scorso 3 Marzo quando erano stati eseguiti 9 arresti nei confronti di cittadini italiani e iraniani per associazione per delinquere finalizzata all’ illecita esportazione di armi e sistemi di armamento verso l’Iran, paese sottoposto ad embargo internazionale sul traffico di armi. Quattro delle persone colpite dai provvedimenti sono ritenuti agenti dei servizi segreti iraniani. Due sono irreperibili, uno dei due arrestati è Masoumi-Nejad. Gli altri 5 sono italiani, impegnati in società di import-export.

Ma, nonostante l’impasse diplomatica con l’Iran scaturita dagli arresti, le indagini continuano.
Il traffico d’armi al centro della questione unisce in profondi nodi l’Italia con Svizzera, Romania, Ungheria, Gran Bretagna, e Medio Oriente.

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