Bergamo: tentata estorsione nel mondo dell’editoria, due arresti

BERGAMO 09 Marzo 2010 – I Carabinieri di Bergamo, coadiuvati dai colleghi di Avellino e La Spezia, hanno arrestato due imprenditori dell’editoria che hanno cercato di estorcere oltre 200mila euro a un noto editore di Bergamo, che cura da anni in particolare la creazione e diffusione di libri per bambini. L’accusa e’ di estorsione e truffa aggravata in concorso.

Nell’ottobre 2009 un imprenditore napoletano si era presentato direttamente negli uffici bergamaschi della casa editrice trattando e concludendo l’acquisto di oltre mezzo milione di euro di libri per bambini per la vendita diretta sul mercato nazionale. Sottoscritto il contratto, a fronte di una caparra di ventimila euro, e raggirata la vittima sulla correttezza dell’operazione commerciale, tre TIR procedevano a caricare il materiale per il trasporto presso i magazzini di una ditta in provincia di Como, poi rivelatasi inesistente.

Alla scadenza dei termini previsti per il saldo dell’acquisto, il napoletano si rendeva irreperibile e si presentava per suo conto il complice di La Spezia, anch’egli imprenditore librario, che chiedeva esplicitamente la somma di duecentomila euro per la restituzione delle opere che, altrimenti, sarebbero state comunque vendute al dettaglio. Alla richiesta estorsiva, rafforzata dalla millantata conoscenza di elementi di spicco della criminalità organizzata campana, si aggiungeva un’ulteriore pretesa di diecimila euro per la restituzione di un fuoristrada sportivo che l’imprenditore di Bergamo aveva già prestato al napoletano. Questi infatti, con artifizi e raggiri, gli aveva fatto credere di aver avuto problemi con la propria ‘fuori serie’ a causa di un incidente stradale.

Le indagini del Nucleo Investigativo di Bergamo, a cui l’editore si era rivolto denunciando l’accaduto, consentivano di individuare e recuperare parte dei libri oggetto dell’estorsione presso insospettabili società librarie di Roma e La Spezia e presso magazzini degli stessi centri e di Napoli e Milano, nonché di denunciare alla magistratura sette persone coinvolte nei reati, due delle quali tratte in arresto poiché destinatarie di ordinanza di custodia cautelare da parte del GIP del Tribunale di Bergamo.

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