Palermo: operazione “Paesan Blues”, blitz antimafia tra Miami e Palermo

PALERMO 10 Marzo 2010 – Tentavano di recuperare e allargare gli ambiti operativi della mafia palermitana proiettando la loro azione negli Stati Uniti d’America. Un’operazione internazionale di polizia si è conclusa oggi con l’arresto di 26 persone – di cui 7 negli Stati Uniti tra Miami e New York e il resto nel capoluogo siciliano – confermando il rapporto storico tra “Cosa Nostra” siciliana e quella americana.

I destinatari dei provvedimenti, emessi dall’Autorità giudiziaria italiana e americana, sono esponenti di vertice delle storiche famiglie mafiose di “Santa Maria di Gesù”, dei Gambino e dei Colombo. Le accuse, a vario titolo, per loro sono di: associazione di tipo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, estorsioni, reati contro la persona e contro il patrimonio, riciclaggio di proventi illeciti, traffico di valuta falsa e altri gravi reati.

L’operazione congiunta, denominata “Paesan Blues”, è stata eseguita da squadre investigative miste composte da personale del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato italiana, della squadra mobile di Palermo e dell’Fbi. Sono stati impegnati oltre duecento uomini della Polizia di Stato e dell’Fbi. Un duro colpo a “Cosa Nostra” che evidenzia la ”grande efficienza della cooperazione di polizia tra Italia ed Usa”; così il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, ha commentato l’operazione antimafia di oggi. Il ministro ha poi ricordato che la collaborazione di polizia tra i due Paesi risale ai tempi di Giovanni Falcone e l’operazione di oggi è ”un ulteriore segno dell’efficacia dell’azione di contrasto alla mafia avviata da tempo”.

Tra le varie famiglie mafiose l'”anello di collegamento” tra l’Italia e gli Usa era Roberto Settineri, personaggio palermitano da tempo dimorante a Miami. L’uomo, secondo quanto emerso dalle indagini, si dava da fare per commettere delitti a vantaggio dell’intera organizzazione mafiosa, reinvestendo capitali indebiti sia a Palermo che negli Usa. Settineri è stato colpito da un doppio provvedimento restrittivo uno, in Italia, per rispondere del delitto di associazione mafiosa e una in America per riciclaggio di denaro sporco.

Le indagini – avviate nel 2008 dopo l’operazione “Old bridge” – hanno consentito anche di scoprire a New York gli autori di altri reati gravi oltre alle estorsioni e all’usura mentre a Palermo sono state individuate le linee di comando del gruppo mafioso: Gioacchino e Giampaolo Corso, entrambi arrestati. Spesso Settineri si recava in Italia per avere contatti con i fratelli Corso “uomini d’onore” attualmente al vertice della famiglia di “Santa Maria di Gesù”. Il gruppo criminale cercava di affermare la propria egemonia e di condizionare, prima di tutto, il regolare andamento economico della zona compiendo pressanti estorsioni verso i commercianti anche con incendi, danneggiamenti e il consolidato sistema della colla attack.

Il sodalizio, attivamente impegnato anche nel traffico di droga proveniente dalla Calabria, era anche molto violento. Compiva “raid punitivi” nei confronti di quanti non si adeguavano alle decisioni del gruppo: ne è l’esempio il tentato omicidio di un pregiudicato locale colpito con 5 colpi di arma da fuoco alle gambe. La gestione della cassa dell’organizzazione pare fosse stata assegnata a Pietro Pilo a casa del quale gli uomini della Squadra mobile di Palermo hanno trovato 8 mila euro in contanti. Tra le varie perquisizioni sono state ritrovate anche armi, munizioni e un libro mastro con i nomi dei commercianti che pagavano il pizzo nella zona di via Oreto, nel capoluogo siciliano.

L’operazione si inserisce in un protocollo investigativo denominato “Progetto Phanteon” sottoscritto nel 2005 tra la Direzione centrale anticrimine e il Quartier generale dell’ Fbi per contrastare la criminalità transnazionale in Italia e negli Stati Uniti d’America.

“Un’operazione che conferma”, ha dichiarato il capo della Polizia Antonio Manganelli, “l’intenso e proficuo rapporto di collaborazione ormai storico tra la polizia italiana e l’Fbi”; ma soprattutto, ha detto compiacendosi per gli arresti di oggi “mostra la forza e la determinazione dello Stato che è riuscito, ancora una volta, a sferrare un colpo durissimo alla mafia, recidendone la proiezione americana”. Il prefetto Manganelli ha voluto dedicare questo successo “a Boris Giuliano, a Giovanni Falcone e a tutti quelli che hanno avuto il merito di aprire la strada a questa straordinaria collaborazione che ancora oggi porta oltreoceano i nostri migliori investigatori”.

Posted by on 11 marzo 2010. Filed under Antimafia, Primo Piano. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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