Milano: traffico d’armi, restano in carcere i due iraniani

MILANO 22 Marzo 2010 – Restano in carcere i 2 iraniani arrestati nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Milano su un presunto traffico d’armi verso l’Iran. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, respingendo le istanze avanzate dalle difese. Anche il ministero degli Esteri di Teheran ne aveva chiesto il rilascio. Il 3 marzo le indagini avevano portato all’arresto di Hamid Masoumi-Nejad, giornalista della tv iraniana accreditato da anni presso la Sala stampa estera a Roma, e di Ali Damirchilu, fermato a Torino.

Gli arresti erano avvenuti durante l’operazione “Sniper” della Guardia di Finanza di Milano dello scorso 3 Marzo quando erano stati eseguiti 9 arresti nei confronti di cittadini italiani e iraniani per associazione per delinquere finalizzata all’ illecita esportazione di armi e sistemi di armamento verso l’Iran, paese sottoposto ad embargo internazionale sul traffico di armi. Quattro delle persone colpite dai provvedimenti sono ritenuti agenti dei servizi segreti iraniani. Due sono irreperibili, uno dei due arrestati è Masoumi-Nejad. Gli altri 5 sono italiani, impegnati in società di import-export.

E di sicuro l’impasse diplomatica con l’Iran scaturita dopo gli arresti, non hanno bloccato le indagini: il traffico d’armi al centro della questione unisce in profondi nodi l’Italia con Svizzera, Romania, Ungheria, Gran Bretagna, e Medio Oriente.

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