Rosolini: diplomi facili, arresti domiciliari per la presidente del civico consesso

di Antonella Serafini

Rosolini: diplomi facili, arresti domiciliari per la presidente del civico consesso SIRACUSA 25 Marzo 2010 – Nella serata di ieri, i Finanzieri del Comando Provinciale di Siracusa, hanno eseguito due misure cautelari degli arresti domiciliari nei confronti di Patrizia Calvo e di Carmelo Quartarone entrambi di Rosolini, accusati di aver messo in piedi un vero e proprio “diplomificio” illegale presso l’Istituto scolastico paritario “Nuovo Quasimodo” di Rosolini, gestito dalla società “Scholia Project”. I finanzieri hanno inoltre, sottoposto a sequestro, apponendo i sigilli, all’intera scuola.
Il provvedimento è stato emesso dal GIP presso il Tribunale di Siracusa, Dott.ssa Giuseppina Storaci, che ha accolto le richieste formulate dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Siracusa – Dr. Andrea Palmieri, al termine di una vasta e complessa indagine condotta dalle fiamme gialle della Tenenza della Guardia di Finanza di Noto nei confronti di un conosciutissimo istituto scolastico paritario di Rosolini, del quale la Patrizia Calvo è risultata essere gestore di fatto e Quartarone, preside della scuola.
Le indagini, dirette dal Sost. Proc. – dott. Andrea Palmieri, sono state avviate mesi orsono a seguito delle molteplici segnalazioni e delle notizie che da più parti indicavano l’Istituto Nuovo Quasimodo di Rosolini come un “diplomificio” presso il quale senza eccessivi impegni scolastici e con minima frequenza era possibile conseguire un diploma statale.
Gli investigatori della Guardia di Finanza netini nel corso delle indagini, che si sono protratte per circa un anno, hanno fatto ricorso a raffinate tecniche investigative tra le quali particolarmente prezioso è stato l’utilizzo di telecamere occulte che hanno ripreso e registrato puntualmente tutte le persone che accedevano giornalmente all’interno della scuola. E’ balzato subito agli occhi degli inquirenti che le presenze degli studenti registrate quotidianamente erano di gran lunga inferiori a quelle che, almeno dai registri scolastici, risultavano aver realmente frequentato la scuola.
Le successive indagini hanno portato al sequestro di una grande mole di documentazione presso l’istituto scolastico rosolinese; documentazione passata sotto l’attenta lente d’ingrandimento degli ispettori della Guardia di Finanza di Noto e riscontrata con le numerosissime dichiarazioni rese dai vari studenti.
A questo punto la sorpresa: allievi dati per iscritti e frequentanti la scuola privata di Rosolini, nella realtà hanno dichiarato di non essersi mai iscritti o di non avere mai frequentato le lezioni. Il motivo è apparso subito chiaro: l’istituto per potere ottenere e mantenere lo status di scuola paritaria doveva avere un numero minimo di otto iscritti per ogni classe. Se la cosa è estremamente facile per le classi terminali dei corsi, altrettanto non si può dire per le prime classi, ed ecco che la gestione della scuola aveva ben pensato di fare ricorso a falsi iscritti per completare le classi iniziali, incassando per questi, tra l’altro, in maniera del tutto illecita, i contributi che lo Stato garantisce alle scuole per il diritto allo studio che ammonta a circa € 250,00 a studente. In un caso addirittura una collaboratrice di un altro Istituto paritario della zona, sfruttando una falsa iscrizione presso il “Nuovo Quasimodo”, avrebbe ottenuto indebitamente un contributo dalla Regione cosiddetto “buono scuola” ammontante ad € 1.500,00 per ogni anno.
Nel corso delle indagini è emersa la responsabilità degli insegnanti che con la falsa compilazione dei propri registri personali e di quelli di classe, certificavano la presenza dei falsi alunni. I primi riscontri, hanno evidenziato inoltre che i professori, contrariamente a quanto è emerso dalla contabilità della società gestrice, non venissero neanche pagati e che la loro “retribuzione” era costituita dal solo punteggio utile per scalare le graduatorie pubbliche.
Altri falsi sono stati accertati dalla Guardia di Finanza di Noto relativamente a numerosi certificati di idoneità all’iscrizione all’ultimo anno della scuola superiore, apparentemente rilasciati da altri Istituti paritari, utilizzati poi da studenti interessati ad accedere direttamente alla classe quinta e quindi a poter sostenere gli esami di Stato. Il fatto sconcertante è stato che tali certificati sono risultati essere stati falsamente creati, all’insaputa dei reali istituti emittenti, con tanto di timbri e firme false. La prova schiacciante è stata rinvenuta addosso ad uno stretto collaboratore della Patrizia Calvo, che custodiva in una pen-drive i files di stampati per certificazioni di idoneità, riportanti i loghi di svariati Istituti Scolastici paritari della zona.
E’ emerso, inoltre, che la Calvo facendo ricorso a falsi certificati attestanti la corrispondenza alle rigide norme urbanistico-sanitarie dell’edificio sede della struttura scolastica (una costruzione sita nel centro del Comune di Rosolini, nata per civile abitazione), allo scopo di richiedere e/o mantenere lo status di scuola paritaria, ha approfittato anche della connivenza di un funzionario dell’Ufficio Igiene del Comune di Rosolini e di due liberi professionisti rosolinesi, che gli avrebbero falsamente attestato la rispondenza della struttura alle norme igienico sanitarie. Tutti dovranno rispondere personalmente dei reati di falso ideologico e materiale.
Maggiore sorpresa hanno avuto gli ispettori della Guardia di Finanza di Noto quando hanno letto le risultanze di un verbale redatto da un funzionario dell’Ufficio Scolastico di Palermo, incaricato all’esecuzione di una pregressa ispezione presso la struttura scolastica. La posizione del funzionario è al vaglio del magistrato; è risultato infatti che lo stesso per consentire alla proprietà della scuola il mantenimento delle autorizzazioni concesse per la gestione della scuola paritaria, non ha esitato, tra l’altro, a certificare la falsa esistenza addirittura di un ascensore. Ovviamente dell’ascensore non vi è traccia nella scuola.
Ed ancora: domande di iscrizioni presentate oltre ogni termine alle quali sono state invece attribuite date anticipate; insomma un vero e proprio catalogo del falso che ha avuto lo scopo precipuo di giustificare falsi iscritti, finalizzati alla richiesta e/o al mantenimento della parità scolastica e/o iscrizioni per sostenere esami di Stato fuori termine o di studenti che non ne avevano i requisiti oltre che ad incamerare indebitamente i contributi erogati dallo Stato e dalla Regione.
Non è poco, se si pensa, che per conseguire un diploma presso l’istituto Nuovo Quasimodo di Rosolini venivano richiesti circa 3000/3500 euro. Ora l’attenzione delle Fiamme Gialle è puntata all’esame della documentazione contabile della scuola.
È appena il caso di precisare che Patrizia Calvo, alla fine dello scorso anno, era già stata raggiunta da un analogo provvedimento di arresti domiciliari per fatti sostanzialmente analoghi commessi presso istituti paritari operanti nel gelese.
L’indagine condotta dalla Procura della Repubblica di Siracusa e dalla Guardia di Finanza di Noto, comunque, non ha attinenza con il filone investigativo di Gela ed ha interessato solo ed esclusivamente la recente gestione dell’istituto Paritario “Nuovo Quasimodo” di Rosolini del quale la Patrizia Calvo è risultata essere la proprietaria e di fatto la vera “dominus” dell’illecito mercimonio di diplomi facili.
Sono più di 50 le persone indagate a vario titolo in questa inchiesta che ha fatto tremare il mondo delle scuole private nella zona sud della provincia aretusea. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di più falsità ideologica e materiale in atto pubblico commessi da pubblici ufficiali e da privati, alla truffa ai danni della Regione e dello Stato.

Posted by on 26 marzo 2010. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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