Roma: maxi truffa alla Totò, manette per quattro persone

ROMA 26 Marzo 2010 – Quattro persone, 3 uomini e una donna tra i 34 e i 67 anni, tutti italiani sono stati arrestati dai Carabinieri della Stazione di Roma Vittorio Veneto. Per tutti l’accusa è di aver truffato per 800.000 euro due istituti bancari italiani presso i quali accendevano mutui, intascando i soldi e non pagando le rate. Le lunghe e complesse indagini dei Carabinieri, sono partite in seguito alla segnalazione da parte di un romano che aveva messo un annuncio su un giornale per vendere la propria abitazione e che aveva ricevuto una richiesta abbastanza insolita da parte di alcuni presunti interessati all’acquisto. In effetti i compratori, smascherati dai Carabinieri quali truffatori, chiedevano di arrivare al rogito saltando la fase del compromesso e con questa scusa di farsi consegnare dal proprietario i dati catastali dell’immobile e le generalità complete del proprietario. In questo modo rubavano l’identità del proprietario, creando ad hoc documenti di identità e tesserino di codice fiscale falsi ma riconoscibili solo ad un occhio attento. Con altri documenti falsi, formalmente emessi dal Comune ma in realtà inesistenti, aprivano un conto corrente e richiedevano un mutuo presso le ignare banche presentando la documentazione catastale ricevuta bonariamente dal venditore e un compromesso fasullo. L’immobile veniva anche regolarmente periziato ai fini dell’erogazione del prestito. Al momento del rogito, davanti ad un notaio vero, che di volta in volta cambiavano, si presentava il venditore fasullo con l’identità di quello vero e l’acquirente con la falsa identità. I quattro a rogito avvenuto intascavano i soldi del mutuo e sparivano dalla circolazione. Il povero proprietario dell’appartamento, ignaro dell’atto davanti al notaio si rendeva conto che il suo appartamento era stato venduto solamente nel momento in cui, nel tentativo di venderlo realmente si accorgeva dell’ipoteca per il mutuo incassato dalla banda e mai pagato alla banca truffata.

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