Catania: cravattaro arrestato in flagranza di reato

di Antonella Serafini

CATANIA 16 Aprile 2010 – La quotidiana attività di controllo del territorio condotta dal personale della Polizia di Stato del commissariato Borgo-Ognina (operanti sotto le direttive del dirigente, vice questore dott. Nicola Spampanato) aveva fatto insorgere negli operatori il sospetto che qualcosa non andava bene presso la concessionaria di una prestigiosa Casa automobilistica di questo centro cittadino.
Pertanto, il 13 scorso gli agenti procedevano al controllo del titolare della concessionaria, rinvenendo le fotocopie di due assegni post-datati da lui emessi a favore di tale Alessandro Di Dio di 42 anni, per un considerevole importo: il che corrisponde alla tipica prassi degli usurai i quali obbligano le loro vittime a consegnare gli assegni per un importo predefinito e già datati per la scadenza del rateo.
Dopo un’iniziale reticenza, l’imprenditore dichiarava in Commissariato agli investigatori di essere caduto nella spirale dell’usura da circa un anno e mezzo quando, a seguito di una temporanea difficoltà economica, aveva fatto ricorso ad un “amico” che gli aveva anticipato 10.000 euro liquidi. Da allora, con un tasso del 10% fisso mensile (che si sommava anche agli interessi non corrisposti, qualora ritardasse nei pagamenti), aveva corrisposto all’usuraio più di 50.000 euro senza riuscire a liberarsi da tale morsa.
Si provvedeva pertanto a organizzare un servizio di osservazione all’esterno della suddetta concessionaria. Intorno alle 12 di ieri si notava un uomo che sopraggiungeva a bordo di un motociclo e che, per nulla interessato alle autovetture esposte, si rivolgeva al titolare dell’esercizio commerciale che subito retrocedeva dietro una scrivania per prelevare qualcosa.
Immediatamente gli uomini del Commissariato intervenivano: in mano all’imprenditore venivano trovati due assegni per un importo totale di oltre 17.000 euro. Dinanzi all’evidenza dei fatti, questi dichiarava che colui che gli stava di fronte, cioè il Alessandro DI Dio, era venuto a riscuotere il rateo usuraio per un debito contratto più di un anno addietro. Pertanto, scattavano le manette ai polsi del DI DIO che, come disposto dal P.M. di turno, dott. Faro, veniva associato presso la locale Casa Circondariale di Piazza Lanza.

Posted by on 17 aprile 2010. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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