Palermo: La Torre esempio per classe dirigente

PALERMO 30 Aprile 2010 – “Nel 28° anniversario dell’uccisione di Pio La Torre e di Rosario Di Salvo non si può non evidenziare l’estrema attualità della legge che porta il nome di La Torre che ha rappresentato una radicale innovazione nella legislazione antimafia. E’ anche grazie a La Torre e alla sua legge se oggi possiamo assistere ai significativi successi nella lotta a Cosa nostra, alla camorra e alla ‘ndrangheta”.
Lo dichiara Ivan Lo Bello, presidente di Confindustria Sicilia, che aggiunge: “Dobbiamo tutti accogliere l’invito del Capo dello Stato a mantenere viva la memoria delle vittime di mafia, e dobbiamo mutuare l’impegno di La Torre e Di Salvo per sgomberare la nostra società dalla nebbia dell’omertà, che copre ed è il principale alleato dei mafiosi”.
Secondo Lo Bello, “La Torre, intuendo con grande lungimiranza che a frenare ogni tentativo di sviluppo della Sicilia erano i legami fra politica e criminalità mafiosa, sostenne con passione e con il proprio impegno personale fino a pagarne il prezzo con la vita, il principio secondo cui lo sradicamento della mafia non sarebbe mai stato possibile senza un contestuale ripristino dei valori dell’etica e della legalità dentro le istituzioni e senza una forte ‘moralizzazione’ del comportamento di chi riceve incarichi pubblici. La sua morte fermò la costruzione di un argine fra interesse collettivo e condizionamenti illeciti, temi con i quali purtroppo ci troviamo ancora oggi a combattere”.
“In un periodo in cui si rafforza fra la gente un comune sentire per l’affermazione della legalità – conclude Lo Bello – , gli insegnamenti di Pio La Torre oggi devono essere un importante riferimento, soprattutto per la classe dirigente che ha la responsabilità, sia nella cosa pubblica che in economia, di creare le condizioni per assicurare ai nostri giovani un futuro migliore e una crescita civile della nostra terra”.

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