Roma: operazione “Match Point”, smascherata banda di hacker, 23 arresti

di Antonella Serafini

ROMA 18 Maggio 2010 – Si è conclusa all’alba di oggi, con un blitz scattato contemporaneamente in 11 Regioni, l’operazione «Match Point» condotta dal Nucleo Investigativo Carabinieri di Roma nei confronti di un’organizzazione criminale transnazionale dedita alla contraffazione di carte di credito, frodi informatiche e furti di identità. Numeri delle carte di credito, nomi e indirizzi, date di nascita, password, conti bancari, sono solo alcune delle informazioni private rubate in questi anni a migliaia di utenti in Italia e in tutta Europa. I “dumps”, così come vengono chiamate queste informazioni nei circuiti clandestini di Internet, sono oggetto di un florido mercato on line, gestito da trafficanti internazionali che commerciano tali dati attraverso veri e propri cataloghi telematici, accessibili attraverso chat e sistemi di messaggistica criptati. In questi listini, intercettati dai carabinieri, si possono leggere, ad esempio, i costi dei codici rubati delle carte, che vanno da 20 a oltre 100 dollari in base alla tipologia (ovvero il limite di spesa). E’ proprio grazie all’alleanza stretta con questi trafficanti di dati che un inconsueto gruppo criminale, composto da elementi della criminalità calabrese ed esperti hacker, aveva dato vita ad un’organizzazione con base a Roma e connessioni estese in 11 Regioni italiane. Una volta in possesso dei dati, la banda – guidata da un ex collaboratore di giustizia – era in grado di realizzare carte di credito, carte prepagate, documenti d’identità, “buste paga” e molto altro ancora. Nel mirino dell’organizzazione sono finiti negozi di lusso della Capitale e centri commerciali in varie località italiane (la merce acquistata con carte clonate era poi rivenduta in Calabria a commercianti disonesti); ingente anche il volume di truffe su costosi biglietti aerei e ferroviari, acquistati fraudolentemente e di cui veniva successivamente richiesto il rimborso per la mancata fruizione. Infine, sono centinaia in tutta Italia gli utenti dei siti di aste on line rimasti vittime del sodalizio. Gli indagati compivano intrusioni informatiche e poi, con le identità “rubate”, mettevano all’asta oggetti a prezzi molto vantaggiosi chiedendo quindi al vincitore di effettuare una ricarica su carte prepagate (ovviamente contraffatte dal gruppo). Diversi nickname utilizzati dagli arrestati erano ormai divenuti tristemente famosi sul web, oggetto di discussione su vari forum e su siti specializzati dove si mettevano in guardia gli utenti da possibili truffe. Tutti questi reati sono stati portati a termine utilizzando le generalità di persone realmente esistenti che, all’oscuro di tutto, risultano essere intestatari di carte di credito, carte prepagate, utenze telefoniche ed altro. Il volume d’affari era così alto che, soltanto negli ultimi sei mesi, il gruppo criminale aveva acquistato dati illeciti da organizzazioni russe per oltre 50.000 euro, il che equivale a potenziali guadagni che possono andare da 500.000 fino a 1 milione di euro. Per evitare che tali movimenti di denaro potessero destare sospetti, gli indagati utilizzavano prestanome sparsi in tutta Italia che effettuavano versamenti di denaro attraverso sistemi di money transfer. L’indagine ha preso le mosse nel dicembre 2008 a seguito di una denuncia presentata dalla società American Express presso la Sezione Criminalità Informatica del Nucleo Investigativo di Roma. I militari, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno seguito per quasi 2 anni l’attività del sodalizio, attraverso intercettazioni telefoniche e telematiche ma anche pedinamenti e complesse analisi delle transazioni effettuate dal gruppo attraverso le molteplici identità di cui disponeva. Nel corso del blitz dell’Arma, conclusosi da poche ore, è stato anche rivenuto e sequestrato il materiale tipografico professionale utilizzato dall’organizzazione per la realizzazione e la stampa delle carte di pagamento.

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