Roma: l’ultimo saluto agli alpini Ramadù e Pascazio, un sacrificio non vano, e la folla applaude

di Antonella Serafini

Roma: l'ultimo saluto agli alpini Ramadù e Pascazio, un sacrificio non vano, e la folla applaude ROMA 20 Maggio 2010 – Si sono svolti oggi alle 10, nella Basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma i funerali solenni dei due alpini, Massimiliano Ramadù e Luigi Pascazio, uccisi in un attentato ad Herat, in Afganistan.
Nel pomeriggio di ieri, al Policlinico militare del Celio, a Roma, era stata allestita la camera ardente, che è rimasta aperta fino alle 20. Ad accogliere le salme al loro arrivo in Italia, all’aeroporto di Ciampino, c’erano il presidente della Repubblica, Napolitano, i familiari delle vittime e le massime autorità dello Stato.

Tanta la commozione in una basilica gremita, ed un lungo applauso ha accompagnato l’uscita dei feretri, dopo la cerimonia.
Presente, su una sedia a rotelle, Gianfranco Sciré, il militare sopravvissuto che ha voluto essere presente nonostante le condizioni di salute ancora precarie.

«Il sacrificio dei nostri militari non è vano, non solo per l’Afghanistan, ma anche per l’Italia e il mondo intero – ha detto monsignor Pelvi, arcivescovo militare per l’Italia, durante l’omelia – i nostri giovani nelle missioni di pace danno dignità e democrazia. Ignorare il pericolo terrorista, non allontana la minaccia… Il servizio reso dai nostri figli e da militari di altre nazioni resta un patrimonio che deve irrobustire la coscienza nazionale unitaria degli italiani».
Il Ministro della Difesa Ignazio La Russa ha partecipato, insieme con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e alla presenza delle massime Autorità istituzionali e militari, alle esequie solenni dei due alpini deceduti in Afghanistan il 17 maggio 2010 a seguito di un attentato, che si sono svolte presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli in Roma.

Come da consuetudine per chi perde la vita per la Patria, i militari caduti sono stati entrambi promossi.

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