Afghanistan: “Brothers in Arms”, si punta al contrasto degli IED

Afghanistan: SHINDAD 01 Giugno 2010 – Si è conclusa nella notte del 29 maggio la prima fase dell’operazione “Brothers in Arms”, che ha visto per quattro settimane i mortaisti del 6° kandak (battaglione) del 207° Corpo dell’esercito afgano affiancati in addestramento dagli Alpini della 133ª compagnia mortai pesanti (‘La Nobile’) del 3° reggimento.

Grazie alle tecniche apprese dai mortaisti italiani, in poco meno di un mese i militari afgani di stanza a Shindand hanno raggiunto l’autonomia a livello plotone, sparando per la prima volta con i pezzi da 81mm in dotazione
Il ciclo di addestramento è terminato con un’esercitazione notturna nel poligono della FOB di Shindand, a sud di Herat, nel corso della quale sono stati sparati decine di colpi contro bersagli posti a zz km di distanza.

“Grazie alla partnership con le unità italiane di ISAF”, ha dichiarato il colonnello Nader, comandante della guarnigione di Shindand dell’esercito afgano, “abbiamo avuto oggi il battesimo del fuoco con i mortai, armi utilissime in Afghanistan, dove potremo sparare in sicurezza da posizioni più coperte e grazie alla traiettoria di tiro fortemente arcuata saremo in grado di battere obiettivi defilati”.

L’iniziativa “Brothers in Arms” proseguirà prossimamente nell’area di Shindand con un corso che verrà svolto in favore dei militari afgani dalla compagnia genio del 32° reggimento inquadrata nella Task-Force Centre, sul tema della prevenzione e del contrasto degli IED (Improvised Explosive Devices, ovvero ordigni esplosivi improvvisati), i quali costituiscono la minaccia principale per le forze di sicurezza afgane e di ISAF oltre che per la popolazione civile.

Posted by on 1 giugno 2010. Filed under Copertina, Esteri. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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