Anniversario della Fondazione dell’Arma dei Carabinieri: 196 anni al servizio della comunità

di Antonella Serafini

196° Fondazione Arma dei Carabinieri Una storia, quella dell’arma dei Carabinieri, che precede anche la Repubblica. Fu Vittorio Emanuele I di Savoia a palesare la necessità di una “gendarmerie” tutta italiana. Da allora i carabinieri sono un pezzo di storia dell’Italia. La forza armata più amata d’Italia, quella che più rassicura, che è più capillarmente distribuita nel territorio, oggi ha avuto modo di festeggiare il suo 196° compleanno. Una infinità di sfilate rossoblu, tra ufficiali, carabinieri semplici, spettacoli equestri e premiazioni. Un rosso per esprimere l’audacia il coraggio e il sacrificio, e l’azzurro per esprimere il valore la fedeltà e la patria. Una semplice divisa non basta a fare un carabiniere. Bisogna necessariamente includere fedeltà sacrificio e coraggio, per essere un vero carabiniere. Oggi tutti i carabinieri d’italia sono stati rappresentati degnamente da una moltitudine di caroselli folkloristici. Una serie infinita di medaglie, parate, musica, erano anche la voce di chi, ai festeggiamenti non ha partecipato, perchè era di pattuglia nel proprio paese, nel proprio quartiere, oppure svolgeva servizio militare in Paese straniero, o era a riposare dopo un turno di notte, oppure era di scorta a un testimone di giustizia o piantone in una caserma. Chiunque giuri fedeltà all’arma dei carabinieri, infatti, dimostra con i fatti il proprio sacrificio, presente o meno alla parata. Per capire meglio l’Arma, siamo stati ospiti di gruppi di carabinieri che hanno lavorato al massimo del loro limite di sacrificio, un gruppo di carabinieri ritrovatisi su internet, che a distanza di 20 anni o più, ancora si commuovono quando pensano al collega ucciso, alle famiglie che hanno consolato per la dipartita di qualcuno. Non e’ un mondo facile, quello del carabiniere che vive in posti fortemente a rischio. Ma nessuno molla, sono tenaci, caparbi, sono persone che non hanno più una vita propria, ma sono dediti a vigilare per la sicurezza della vita altrui. La festa dell’Arma è quindi la festa di tutti i carabinieri, la festa di chi preferisca la via della legalità a quella della criminalità, la festa di chi fa il proprio dovere, e non per una medaglia, ma per un sorriso di riconoscenza da parte di chi chiede aiuto. E’ la festa di chiunque si senta simile a Carlo Alberto dalla Chiesa, che per la sua onestà ha pagato con la vita, e di tanti anonimi come lui, che però sono sempre vivi nei cuori di tutti, e che il popolo italiano sa ben ripagare. Perchè, come diceva Dalla Chiesa, “le istituzioni ci rappresentano, e se è vero che esiste un potere, è solo quello delle leggi, che non possiamo delegare né ai prevaricatori, ne’ ai prepotenti né ai disonesti”. E istituzionalmente, tutti gli uomini dell’Arma, con lo spirito erano stasera a piazza di Siena, a prendere l’applauso dovuto che tutta l’Italia ha fatto.

Posted by on 5 giugno 2010. Filed under Copertina, Magazine. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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