Roma: carabinieri catturano banda di ladri acrobati

di Antonella Serafini

ROMA 08 Giugno 2010 – Undici albanesi e 4 romeni sono stati arrestati, nella notte, dai Carabinieri della Compagnia Roma Trionfale perché responsabili di rapine in ville e furti in appartamenti commessi in Roma e Provincia e in altre località del Lazio e delle Marche. I ladri entravano negli appartamenti da balconi e terrazzi, chiudevano nel bagno chi trovavano all’interno e dopo aver rubato beni e preziosi si dileguavano. Le indagini dei Carabinieri hanno avuto un’accelerazione dopo che ad agosto dello scorso anno un ladro albanese era precipitato da un palazzo sul quale si stava arrampicando per commettere un furto. In alcuni quartieri della Capitale, ove numerosi sono stati i furti nelle abitazioni di imprenditori e personaggi dello spettacolo, si è registrato un clima di paura.
I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Trionfale hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, a carico di 15 persone, tra le quali 2 donne, ritenute responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di rapine e furti, nonché di sequestro di persona e di ricettazione. Ulteriori 10 soggetti sono stati denunciati a piede libero per i medesimi reati.
L’attività investigativa, avviata nell’agosto del 2009 a seguito della morte di un cittadino albanese causata da una caduta accidentale mentre stava tentando di arrampicarsi al terzo piano di un palazzo per mettere a segno un furto in appartamento, ha consentito di accertare l’esistenza di un’organizzazione criminale, composta da pregiudicati albanesi e romeni, sul conto della quale sono emerse responsabilità in ordine alla commissione di 4 rapine in ville, alcune delle quali consumate anche con modalità violente ed ai danni di anziani, nonché di 30 furti in abitazione.
I proventi di tali attività illecite, costituiti prevalentemente da monili in oro ed oggetti preziosi del valore complessivo di 2 milioni di euro circa, venivano immessi negli ordinari canali della ricettazione della Capitale. Nel corso dell’inchiesta è emerso, inoltre, come il sodalizio indagato avesse esteso i propri interessi criminali oltre i confini del Lazio ed, in particolare, in alcune località delle province di Macerata ed Ascoli Piceno, nelle quali la compagine ha organizzato e messo a segno diversi colpi. L’investigazione ha altresì consentito di documentare il ruolo svolto nell’ambito dell’organizzazione dalle due donne, di origini romene, incaricate di garantire il sostegno logistico al gruppo criminale, fungendo in particolare da prestanome per l’affitto di appartamenti da destinare a “base di appoggio” per l’organizzazione, nonché per l’acquisto di schede telefoniche e di autovetture da utilizzare per la realizzazione delle azioni delittuose.
L’indagine, nel suo sviluppo, aveva già portato all’arresto in flagranza di reato di 6 persone per furto in abitazione, nonché alla cattura a Roma di un pericoloso latitante albanese, responsabile di una rapina in villa commessa nella Capitale il 4 novembre 2009 ai danni di una ottantenne, che all’epoca dei fatti fu violentemente aggredita e malmenata, ed all’identificazione del suo complice, localizzato in Albania, per il quale è stata chiesta l’estradizione.
Nel corso dell’operazione, sono stati rinvenuti 1.200 grammi circa di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” nell’abitazione di uno degli arrestati, mentre a seguito delle altre perquisizione domiciliari sono stati sequestrati diversi arnesi da scasso, 10.000 euro in contanti e monili in oro, provento dell’attività delittuosa, nonché documenti d’identità falsificati e 2 autovetture di grossa cilindrata. Un tredicesimo soggetto è stato arrestato in flagranza di reato per l’inosservanza del decreto di espulsione emesso a suo carico e per il possesso di una carta d’identità romena falsificata, mentre ulteriori 4 persone sono state deferiti a piede libero per violazioni alla normativa sull’immigrazione clandestina.

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