Roma: ricordato il capitano D’Aleo, ucciso dalla mafia

Cap. Mario D'Aleo ROMA 14 Giugno 2010 – Si è svolta questa mattina una cerimonia commemorativa in occasione del 27° anniversario della scomparsa del Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo, ucciso dalla mafia, in via Cristofaro Scobar, a Palermo il 13 giugno del 1983. Dopo gli onori militari, tre corone di alloro sono state deposte, a nome dell’Arma dei Carabinieri, della Provincia e del Sindaco di Roma, ai piedi della lapide che ricorda il tragico evento, a Roma in via Imera, 3 dove il Capitano D’Aleo nacque e abitò con la famiglia prima di arruolarsi. Presenti alla cerimonia i parenti dell’Ufficiale caduto e i suoi colleghi del 155° corso dell’Accademia Militare, corso che frequentò anche D’Aleo, appartenenti all’Arma dei Carabinieri e all’Esercito.

D’Aleo, 29enne Comandante della Compagnia Carabinieri di Monreale venne assassinato il 13 giugno del 1983 da killer di “Cosa Nostra” a bordo di due moto, sotto la sua abitazione, mentre l’Appuntato Giuseppe Bommarito ed il Carabiniere Pietro Morici, che erano con lui, furono uccisi in macchina, a poca distanza dal portone.
L’Ufficiale animato da senso del dovere ed attaccamento alle istituzioni, aveva sostituito il Capitano Emanuele Basile, ucciso tre anni prima sotto gli occhi della moglie e della figlia. Da lui aveva ereditato le indagini sui traffici illeciti gestiti dai clan di San Giuseppe Jato, Altofonte e Monreale. La Mafia, uccidendo il Capitano D’Aleo, intendeva fermare l’azione dello Stato.
Per questo agguato, nel 2001, i giudici della prima sezione della Corte d’ Assise del Tribunale di Palermo hanno stabilito che ad ordinare l’ uccisione furono i capimafia che formavano allora la Cupola di Cosa nostra e per questo delitto sono stati condannati all’ergastolo Salvatore Riina, Michele Greco, Pippo Calò, Nené Geraci, Bernardo Provenzano e Giuseppe Farinella.

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