Palermo: riforma appalti a rischio mafia, allarme dell’Ance Sicilia

PALERMO 10 Luglio 2010 – L’Ance Sicilia condivide l’allarme lanciato da alcuni deputati regionali sul rischio che la riforma degli appalti all’esame dell’Ars possa esporre le piccole e medie imprese del settore nell’Isola al rischio dell’usura e delle infiltrazioni mafiose.
“Paradossalmente – scrive l’Ance Sicilia – in nome della legalità si vuole ripristinare un vecchio sistema di aggiudicazione delle opere pubbliche, quello che favorisce i ribassi più alti, che fu abbandonato proprio perchè provocava un’eccessiva permeabilità alle cordate e agli interessi di mafia e criminalità. Anche il governo nazionale che l’ha di recente adottato si è accorto del grave errore che ha bloccato l’intero comparto e sta facendo dietrofront”.
“In Sicilia – aggiunge l’Ance regionale – dove il settore delle costruzioni è composto quasi esclusivamente da piccole e medie imprese, un meccanismo di gara che premia solo le grandi aziende e chi dispone di risorse finanziarie esporrà la maggioranza delle pmi già provate dalla crisi, se non vorranno finire schiacciate dalla concorrenza dei colossi, al rischio di ricorso all’usura o di accettazione dell’offerta di capitali di provenienza illecita”.
“Chi vuole questa riforma – conclude l’Ance Sicilia – si assume la responsabilità di indebolire il settore dell’edilizia isolana rispetto alle pressioni degli interessi di Cosa nostra e dei cravattari. In nome della legalità. E’ anche per questo che abbiamo chiesto un incontro al presidente della commissione Antimafia dell’Ars”.

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