Ragusa: piccole imprese crescono

di Antonella Serafini

CHIARAMONTE GULFI 13 Luglio 2010 – Dal banchetto di frutta e verdura del padre all’azienda del figlio che trasforma e confeziona le specialità di Pachino e le “piazza” sui banchi della grande distribuzione organizzata. Un successo ottenuto grazie anche all’innovazione e alla formazione continua. Ed è la prima volta che una campagna pubblicitaria, “Retrò. Gusto”, è nata all’interno di un corso di formazione che si sta specializzando anche nelle tematiche dell’organizzazione aziendale in team e nella comunicazione interna per meglio conquistare i mercati.
E’ la storia della famiglia Arestia, che a Chiaramonte Gulfi, con il marchio “Agromonte”, oggi produce la passata e la “piccantina” di pomodoro di Pachino.
E’ una delle 27 aziende agroalimentari siciliane che con i loro 600 dipendenti hanno partecipato al piano formativo “Quality Farm” finanziato dal fondo paritetico Fondimpresa, promosso da Logos con Civita e attuato in collaborazione con Obr, l’organismo bilaterale regionale tra Confindustria Sicilia, Cgil, Cisl e Uil.
“Qualità, sicurezza, marketing – ha spiegato oggi in conferenza stampa Luana Zocco della Logos – sono stati gli ingredienti di una ‘ricetta’ di successo, cui ha collaborato l’analisi di settore effettuata dall’università di Catania sul sistema agroalimentare in Sicilia, confrontandosi poi con i distretti produttivi di Alba-Barolo, in Piemonte”.
Le 27 aziende hanno ottenuto riconoscimenti a livello nazionale ed estero, hanno conquistato nicchie di mercato da Milano in su; sono, insomma, diventate più competitive. Il risultato ha spinto gli organizzatori ad avviare un nuovo progetto, “Sagra”, che coinvolge ancora più aziende siciliane e che sta dedicando ancora più spazio alla formazione specifica nelle lingue straniere, nel marketing e nella comunicazione.
“Le aziende – ha aggiunto Nanda D’Amore, vicepresidente di Civita – ci hanno richiesto corsi di inglese tecnico per operare nella grande distribuzione organizzata. I mercati esteri cominciano ad essere più selettivi, le nostre aziende non possono fare a meno di specializzarsi se vogliono internazionalizzarsi”.
Salvatore Laterra, dell’Obr Sicilia, ha osservato che “l’esperienza formativa con Fondimpresa è fra le più importanti. Sempre più aziende siciliane comprendono l’importanza della formazione continua del personale nel luogo di lavoro, per crescere e fare meglio, e ci chiedono di partecipare utilizzando i fondi che hanno versato. Il risultato – ha osservato – è che, rispetto al passato, adesso dalla Sicilia si propongono sempre più progetti, che entrano in concorrenza con quelli del Nord. il rischio è che nei bandi di Fondimpresa non trovino posto. Nell’ultimo, ad esempio, è stato approvato solo 1 progetto sui 17 presentati dalla Sicilia, ed è la seconda volta che accade”.

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