Palermo: emergenze rifiuti e’ “finanziaria”

PALERMO 22 Luglio 2010 – Si sono riuniti oggi in Confindustria Sicilia gli operatori industriali del ciclo integrato dei rifiuti per analizzare la situazione del settore alla luce della riforma regionale degli Ato rifiuti e dell’ordinanza nazionale di Protezione civile, che trasferisce ai poteri straordinari del commissario per la Sicilia alcune competenze che il governo regionale aveva inserito nella riforma.
La riunione si è conclusa con la constatazione che in Sicilia l’emergenza, prima che dalla mancanza di infrastrutture, è causata dalla mancanza di liquidità, originata dal noto problema dell’evasione e della mancata riscossione della Tarsu, in alcuni casi oggetto di forti censure da parte della Corte dei Conti.
E’ stato ricordato che l’assessore regionale ai Servizi di pubblica utilità, Pier Carmelo Russo, con due circolari dello scorso mese di giugno, ha evidenziato tale anomalia riguardo ai precedenti esercizi finanziari e al fatto che spesso gli Ato non approvano da anni i bilanci, e ha richiamato i Comuni e gli Ato, e per essi i revisori dei conti, all’obbligo di applicare la legge con specifico riferimento alla formazione ed all’approvazione dei bilanci, adempimento indispensabile per assicurare la totale copertura dei costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Gli imprenditori associati a Confindustria Sicilia devono purtroppo rilevare che, pur in presenza di numerosi casi di enti locali che non hanno rispettato tale richiamo, i dirigenti regionali che ne hanno la responsabilità non hanno ancora attivato i poteri ispettivi e sostitutivi che questo governo regionale ha previsto nella legge di riforma.
A queste condizioni il settore conoscerà emergenze continue che i controllori non vogliono risolvere alla radice, ovvero nel rapporto poco chiaro tra Ato e Comuni.
E’ dalla mancanza dei controlli e dalla mancata applicazione dei poteri sostituivi previsti dalla legge di riforma che scaturiscono effetti distorsivi a danno dei cittadini e delle imprese che pagano il servizio: in alcune parti del Paese si riesce a gestire il servizio di 86.000 abitanti impiegando 22 addetti, mentre in Sicilia si assiste a casi in cui il servizio per 198.000 abitanti viene assicurato con 380 addetti.

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