Roma: scoperto laboratorio cinese clandestino, due arresti per riduzione in schiavitù

ROMA 24 Luglio 2010 – Durante la notte, nel quartiere della Borghesiana, nella parte sud di Roma, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Frascati, hanno scoperto un laboratorio di capi d’abbigliamento d’alta moda, arrestandone i gestori, 2 cittadini cinesi, di 47 e 36 anni, per riduzione in schiavitù e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. All’interno del laboratorio i militari hanno scoperto anche cittadini clandestini e alcuni minori di cui si sta cercando di capirne il ruolo. I Carabinieri, su segnalazione di alcuni cittadini della zona che udivano forti rumori provenire dal capannone durante l’orario notturno, hanno dato vita ad una serie di servizi di osservazione anche a bordo di elicottero, constatando il continuo via vai di furgoni guidati da cittadini cinesi che scaricavano e caricavano merce dal capannone. Al momento del blitz all’interno del capannone, i militari hanno sorpreso 14 cittadini di nazionalità cinese, tra cui donne e minorenni, che occupavano solo una parte delle 26 postazioni da lavoro, ricavate in ambienti molto angusti e non igienicamente a norma. Gli operai, tra cui anche irregolari, erano tutti senza alcun contratto di lavoro ed erano costretti a lavorare per cifre irrisorie o addirittura in cambio del solo vitto ed alloggio, a ciclo continuo. Dormivano e mangiavano, durante le poche ore di riposo, in locali molto fatiscenti, stretti ed in precarie condizioni igienico sanitarie. Sono tuttora in corso ulteriori verifiche anche con l’ausilio del personale della ASL di Roma e dell’Ispettorato del lavoro. Le indagini proseguono per verificare se sussistano responsabilità penali a carico di terzi che commissionavano i capi d’abbigliamento arrecanti marchi di note griffe italiane. Questo è il secondo intervento dei Carabinieri di Frascati, nell’ultimo mese, nei confronti di opifici-lager gestiti da cittadini cinesi.

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