Catania: riqualificazione aeroporto, il Tar sospende la gara

CATANIA 10 Settembre 2010 – La sezione di Catania del Tar, presieduta da Salvatore Schillaci, con decreto depositato ieri, ha accolto la richiesta avanzata, fra gli altri, da Ance Sicilia e da Ance Catania (assistiti dagli avvocati Ignazio Scuderi e Sandra Patanè), di sospensiva urgente della gara, che si sarebbe celebrata martedì prossimo, per l’affidamento, da parte della Sac, società di gestione dell’aeroporto di Catania, dei lavori di riqualificazione e adeguamento dell’air side di Fontanarossa, importo a base d’asta 30 milioni di euro. Il presidente Schillaci ha fissato per il prossimo 7 ottobre l’udienza di merito.
Il Tribunale amministrativo ha rilevato, all’interno del bando della Sac impugnato dall’associazione dei costruttori edili, due ragioni di ipotetica illegittimità, entrambe ritenute restrittive della partecipazione e della concorrenza, e ha, in sostanza, riconosciuto il “fumus boni juris” delle tesi sostenute dai ricorrenti e ha anche ravvisato “l’estrema gravità del danno” verso gli interessi collettivi rappresentati dall’Ance.
“Due, in particolare, gli elementi che hanno spinto l’Ance a presentare ricorso – spiega il presidente regionale Salvo Ferlito – uno l’inserimento di una errata categoria di iscrizione lavori che, di fatto, esclude tutte le imprese siciliane dalla possibilità di partecipare alla gara, l’altro è l’ulteriore aggravante di avere richiesto il rilascio dell’attestato di presa visione in appena quattro giorni”.
“In dettaglio – chiarisce il presidente di Ance Sicilia – , la partecipazione è stata riservata solo ad imprese (di numero assai esiguo sul mercato nazionale) dotate di particolari qualifiche specialistiche relative al profilo della pavimentazione aeroportuale, mentre l’appalto riguarda invece per lo più lavorazioni di tipo generale e non solo specialistico. Non avere richiesto la qualificazione per le opere generali espone l’interesse pubblico al rischio che l’opera debba essere eseguita da soggetti non qualificati e viola i principi della concorrenza. Un’ulteriore contestazione – prosegue Ferlito – riguarda la circostanza che, sebbene la data di presentazione delle offerte sia stata fissata per il 15 settembre 2010 e l’ultima pubblicazione del bando risalga al 6 sgosto 2010, l’Ente ha imposto la presentazione dell’istanza di presa visione entro il 10 agosto”.
“Il nostro compito – conclude Ferlito – è quello di vigilare affinché in tutte le gare d’appalto bandite nell’Isola sia garantito il diritto dell’imprenditoria siciliana sana di partecipare a parità di condizioni rispetto ai grandi gruppi del Nord Italia che stanno piombando come falchi sulla Sicilia per colonizzarla e rapinare ogni risorsa disponibile impoverendo ulteriormente un territorio già saccheggiato in passato. Chi ha il compito di tutelare gli interessi dell’Isola deve in questo periodo alzare tutte le barriere di protezione per arginare il rischio di un’emorragia di risorse finanziarie verso altre economie, favorita dallo spostamento dell’attenzione politica su altri temi”.

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