Palermo: progetto Agrobio, nuovi canali commerciali tra l’Argentina e la Sicilia

PALERMO 13 Settembre 2010 – Creare canali commerciali tra Argentina e Sicilia insegnando agli italiani residenti in Argentina come creare aziende agricole di qualità.
E’ l’obiettivo del progetto “Agrobio – agricoltura sostenibile e sviluppo locale” finanziato dal ministero del Lavoro – Dipartimento per gli italiani all’estero, e gestito dall’Isas di Palermo con la collaborazione dell’Anfe, per migliorare l’occupabilità dei giovani italiani disoccupati o inoccupati residenti nella circoscrizione consolare di Còrdoba, in Argentina.
L’Isas sta formando 30 fra tecnici della certificazione di produzioni agricole biologiche e operatori della produzione agricola biologica.
Terminato il corso teorico sulla Certificazione biologica delle aziende agricole di qualità, che è stato tenuto dall’Isas a Còrdoba, sono da oggi in Sicilia 15 giovani allievi che, fino al prossimo 27 settembre, effettueranno uno stage presso aziende d’eccellenza dell’Isola specializzate in agricoltura biologica, sotto la guida del prof. Fabio Leone.
Altri 15 allievi sono già giunti a Bologna e svolgeranno fino al 25 settembre analogo stage in aziende del Centro Italia sotto la guida della Federbio.
“L’attività di stage – spiega il prof. p. Giuseppe Noto, presidente dell’Isas – darà modo ai nostri allievi argentini di prendere visione e di acquisire conoscenze pratiche dei processi di certificazione delle produzioni agricole biologiche nonché dei risultati delle azioni di marketing per l’export delle stesse aziende ‘di eccellenza’ visitate e analizzate dai nostri giovani”.
“Si tratta – aggiunge p. Noto – di iniziative tendenti a gettare le basi per una cooperazione mirata a tracciare il solco di futuri rapporti di mercato tra l’Italia e l’Argentina”.
Il valore aggiunto del progetto, al quale l’Isas e suoi partner puntano, è la creazione di un modello operativo e metodologico di progettazione partecipata in cui dovrà tenersi conto soprattutto del miglioramento qualitativo dell’agricoltura e della crescita dell’occupabilità degli italiani residenti a Còrdoba, da un lato, e, dall’altro, dell’internazionalizzazione delle imprese italiane interessate all’export in Argentina.

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