Antiprostituzione, arrivano le psicologhe della questura

Roma: antiprostituzione, arrivano le psicologhe della questura ROMA 13 Settembre 2010 – Anche l’approccio psicologico nella strategia della Questura per il contrasto al fenomeno della prostituzione.
A scendere in campo insieme agli uomini delle Volanti e dei Commissariati sono state le psicologhe Giorgia Minotti e Rita Staccone di via S. Vitale, alle quali è stato affidato il compito di sottoporre alle prostitute consenzienti interviste informative per un attento studio delle dinamiche del fenomeno.
Nazionalità, tempo di permanenza in Italia, eventuale situazione familiare, margine di guadagno e motivazioni del meretricio sono i focus su cui si sono concentrate le specialiste della psicologia applicata all’attività di polizia.
Prevalentemente provenienti dalla Romania, alcune delle donne fermate sono ragazze madri. In questi casi i bambini nella maggior parte dei casi sono affidati alle famiglie d’origine che vivono in Romania.
Tra loro c’è chi resta in Italia poche settimane e chi invece vi si stabilisce.
Proprio in relazione alle famiglie emerge un ulteriore spaccato. I parenti delle intervistate in numerosi casi sono infatti a conoscenza dell’ “attività” svolta in Italia dalle donne, ma, anche se non condividendo, la tollerano a fronte dei benefici economici che indirettamente ricavano.
In media, secondo quanto dichiarato, il guadagno di ciascuna si aggira tra i 5.000 e i 7.000 euro al mese.
Proprio per questo motivo le intervistate hanno dichiarato che non smetterebbero di praticare il meretricio, se non per un’attività più redditizia, e comunque non nell’immediatezza.
In pochi casi emerge una condizione di sfruttamento, su cui gli organi investigativi si sono già attivati.
Poche sono invece le donne, tra quelle intervistate, che intrattengono relazioni sentimentali in Italia.
In molti casi il meretricio rappresenta dunque una vera e propria scelta di vita, al punto che, da quanto è emerso, molte sembrano aver anche rifiutato un’occupazione come colf e badanti, con una retribuzione superiore ai mille euro al mese.
Quanto al background lavorativo, qualcuna ha dichiarato di essersi già prostituita in Spagna, o di aver comunque lavorato in locali a luci rosse in Germania o in altri Paesi europei.
In Italia arrivano in genere attraverso il passaparola con le amiche, perché tra loro “gira la voce” che con questo lavoro è possibile guadagnare tanto.
Nessuna premeditazione anche nella scelta dei luoghi o delle strade in cui prostituirsi.
Spesso è casuale, o viene individuata perché, sempre con il metodo del passaparola, si viene a sapere che lungo quella strada c’è un posto libero.
E’ questo lo spaccato delineato nel corso dei servizi pianificati e attuati nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando 25 equipaggi della Questura, coordinati nei diversi quadranti orari dalla dott.ssa Lucia Muscari dell’Ufficio Prevenzione Generale e dalla dr.ssa Maria Sironi, dirigente del Commissariato Spinaceto.
Sono 82 le prostitute fermate nella zona della Salaria, di via Prenestina, di via Prati Fiscali, viale della Primavera, a conclusione di una serie di blitz effettuati con una strategia a macchia di leopardo e sulla base della mappatura del fenomeno delineato alla luce dell’attività del controllo del territorio e delle segnalazioni pervenute dai cittadini.
A finalizzare l’attività operativa, in linea con l’azione di rete che ispira la politica per la sicurezza della Questura, è intervenuto poi l’Ufficio Immigrazione, diretto dal dr. Maurizio Improta, che all’esito dei riscontri effettuati nel corso dell’intera giornata di domenica, ha provveduto alla istruttoria che ha condotto alla adozione di 37 provvedimenti di allontanamento nei confronti di altrettante cittadine rumene, mentre altre 14 sono state denunciate per la violazione dello stesso provvedimento già adottato a loro carico e non ottemperato. Per 15 è invece scattata la sanzione prevista dall’ordinanza del Sindaco.
Per le altre fermate, per le quali non sono emersi profili di irregolarità in relazione alla permanenza sul territorio nazionale, è al vaglio l’adozione di ulteriori misure di prevenzione.
L’approccio psicologico dell’attività della Questura conferma la linea della costante rimodulazione delle modalità operative, per l’azione di prevenzione e contrasto delle singole forme di illegalità.

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