Catania: appalto Fontanarossa, l’Ance replica alla Sac

CATANIA 28 Settembre 2010 – La critica della SAC, gestore dello scalo di Catania, sulla decisione del TAR di sospendere la gara per i lavori da 30 milioni di euro all’aeroporto Fontanarossa, merita alcune precisazioni da parte di Ance Sicilia, che ha presentato il ricorso con Ance Catania.
“In primo luogo va chiarito, per precisione, che la pavimentazione della pista, nell’ambito del capitolato d’appalto, è solo uno dei numerosi interventi previsti – si legge nel comunicato dell’Ance –
l’appalto infatti riguarda lavorazioni ben distinte e di autonoma natura, quale la riqualificazione delle infrastrutture di volo e di rullaggio (riguardanti non solo la pavimentazione, dunque), i piazzali e le strip, l’allargamento del piazzale esistente.
Ed infatti, come risulta sia dal bando di gara che dal computo metrico, i lavori di pavimentazione ammontano a soli 6.107.085,11 euro, a fronte del complessivo importo dell’appalto, pari a circa 30 milioni.
La richiesta nel bando di imprese con qualificazione prevalente OS26 (pavimentazione speciale), per un importo di circa 21 milioni, risulta dunque obiettivamente sproporzionata, ponendo fuori dall’appalto la maggior parte degli operatori del settore, perchè tale qualifica è in possesso di un numero limitatissimo e ristrettissimo di imprese nel territorio italiano (tanto è vero che hanno presentato istanza solo sette concorrenti).
Ma soprattutto, è altrettanto evidente che la SAC avrebbe dovuto richiedere la qualifica nella categoria generale OG3, che riguarda lavorazioni nell’appalto per circa 15.054.149,82 euro e che dunque assume carattere prevalente nella realizzazione delle opere.
Gli interventi per tale importo nel capitolato non prevedono affatto la pavimentazione speciale e dunque, a parere di Ance Sicilia, richiedono inderogabilmente il possesso della qualifica OG 3 (secondo la descrizione dell’allegato A al DPR 34/00).
Peraltro, la categoria OG3 non riguarda solo le piste di decollo aerei ed i piazzali di servizio di eliporti; ma tutti gli interventi aeroportuali, ed in particolare la costruzione, la manutenzione o la ristrutturazione di interventi a rete che siano necessari per consentire la mobilità aerea, qualsiasi sia il loro grado di importanza, completi di ogni opera connessa, complementare o accessoria, necessari a fornire un buon servizio all’utente in termini di uso, informazione, sicurezza e assistenza.
Ciò che è grave è che tali interventi non rientrano affatto nella categoria OS 26 prevista dal bando, che riguarda esclusivamente la pavimentazione speciale, realizzata con materiali particolari, naturali o artificiali, in quanto sottoposti a carichi e sollecitazioni notevoli.
Ad oggi il bando non richiede la qualificazione per le opere prevalenti OG3, con la conseguenza che il soggetto aggiudicatario del contratto potrebbe non avere la professionalità necessaria a realizzare la maggior parte degli interventi.
Per altro verso, i soggetti in possesso della qualificazione per la categoria OG 3, cui sarebbero dovuti essere iscritti i lavori, e dunque titolari di una capacità specifica alla loro realizzazione, non possono partecipare alla procedura di gara, in violazione del principio di concorrenza in materia di contratti pubblici.
Ecco perché il TAR CATANIA, con l’ordinanza 1169/2010, ha sottolineato la fondatezza della censura, relativa alla denunciata illegittima restrizione della platea dei possibili partecipanti alla gara, interessati alla realizzazione di una quota dei lavori da ascrivere alla categoria OG3.
Infine, nessun rilievo ha il richiamo ad ipotetiche ragioni di sicurezza o di specializzazione.
Le prime infatti, non hanno niente a che vedere con la qualificazione delle imprese nelle singole lavorazioni (essendo invece oggetto di autonome discipline).
Il possesso di una qualifica in una categoria specializzata inoltre, non influisce sulla professionalità e capacità delle concorrenti, che è invece garantita dalla qualificazione nella specifica categoria oggetto dell’appalto (che, nel caso in oggetto, essendo costituita dalla OG3, non è nemmeno richiesta al concorrente, perché assorbita erroneamente nella OS26).
La decisione del TAR infine, non richiedeva alcuna indagine tecnica, risultando le varie tipologie di lavorazioni dal bando di gara e dal computo metrico, che evidenziavano altresì il carattere meramente parziale della pavimentazione speciale.
Quanto all’affermata urgenza dei lavori, che richiederebbe per la SAC il ricorso in appello contro l’ordinanza di sospensione, è sufficiente una considerazione.
L’Ance Sicilia aveva censurato tra l’altro, il brevissimo tempo concesso tra la pubblicazione del bando e la data per presentare la richiesta di presa visione (appena qualche giorno, per di più a metà di agosto).
La stessa SAC ha riconosciuto il proprio errore, producendo in giudizio un provvedimento di proroga dei termini per sessanta giorni.
Dunque, potrebbe essere agevolmente ripristinata la legalità – considerato che siamo solo nella fase di presentazione delle offerte di una procedura assai complessa che comunque richiederà tempo per l’individuazione dell’aggiudicatario – attraverso la ripubblicazione di un bando che correttamente richieda la categoria OG3 per i relativi lavori”.
Conclude l’Ance: “Sarebbe una non auspicata perseveranza dell’ente nel giudizio a ritardare i lavori, e non l’ordinanza medesima che, se prontamente eseguita, accelererebbe la procedura, questa volta in modo legittimo”.

Posted by on 28 settembre 2010. Filed under News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento