Palermo: no agli aumenti di contributi all’authority, la protesta dell’Ance

PALERMO 22 Ottobre 2010 – L’Ance Sicilia protesta contro la decisione di aumentare del 10% il contributo dovuto all’Authority nazionale sui Lavori pubblici per partecipare alle gare d’appalto, e di estendere l’obbligo del versamento della tassa anche a chi vuole partecipare alle gare di importo inferiore ai 150 mila euro (finora escluse), cioè la maggior parte degli incanti pubblici che interessano le piccole e medie imprese. Il provvedimento è stato assunto per compensare i tagli in Finanziaria al budget dell’Authority, i cui capitoli coprono anche i costi di funzionamento delle Autorità di controllo degli altri settori.
“A differenza dei grandi gruppi, questo ennesimo balzello – spiega l’Ance Sicilia – penalizza prevalentemente le piccole e medie imprese edili che già soffrono gli effetti della pesante crisi degli appalti, settore che rispetto al 2009 registra in Sicilia un calo di oltre il 20%. E’ inoltre assurdo che le nostre imprese siano le uniche nel Paese a dovere pagare una tassa per partecipare ad una gara e che il nostro comparto sia il solo a dovere contribuire per il funzionamento di tutte le Autorità pubbliche di controllo”.
L’Ance Sicilia, quindi, nel dare voce all’esasperazione delle imprese vessate in continuazione da imposizioni ingiuste, rileva che “questo è l’ennesimo colpo inferto alla nostra categoria, che si aggiunge al mancato sblocco da parte dei governi nazionale e regionale dei fondi per le infrastrutture già finanziate e cantierabili”, e fa appello all’Ance nazionale affinché “intervenga con decisione sul governo nazionale e sull’Authority per ottenere una modifica del provvedimento che esenti le piccole imprese dal pagamento del contributo e che spalmi sui grandi appalti e con maggiore equità l’onere di questa spesa”.

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