Operazione “Terra Promessa”: documenti falsi per permessi di soggiorno, 22 persone fermate a Roma

ROMA 27 Ottobre 2010 – ROMA – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Eur e della Stazione Roma Garbatella hanno svolto una complessa attività d’indagine tesa a disarticolare un’associazione criminale finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, alla produzione di documenti falsi, alla truffa ai danni dello Stato ed alla contraffazione dei documenti necessari alla regolarizzazione di cittadini extracomunitari assunti come badanti o colf (ex. L.102/2009).
Il sodalizio criminale contava la partecipazione di 22 persone e altri soggetti in corso d’identificazione, cittadini italiani e stranieri, specializzati a vario titolo in diverse attività illecite, comunque tutti preposti all’unico scopo dell’associazione, cioè quello di far ottenere dei permessi di soggiorno a cittadini extracomunitari, a fronte di un compenso tra ai 5000 e i 7000 euro, presentando per loro conto documentazione falsa col fine di trarre in inganno i competenti uffici pubblici deputati al rilascio di tale titolo autorizzativo.

(A tale proposito, infatti, la Legge n. 102 del 2009 ha previsto che tutti coloro i quali si fossero trovati in una situazione di illegalità sul territorio nazionale, essendo già assunti presso abitazioni di privati quali badanti o colf, avrebbero potuto entro la data del 30 settembre 2009 presentare la necessaria documentazione adatta a regolarizzare la loro posizione sul territorio nazionale. Nello specifico, la legge prevede un iter amministrativo a carico del datore di lavoro e dello straniero per lo svolgimento della pratica di regolarizzazione dell’emersione. L’iter comprende:
1. la presentazione da parte del datore di lavoro di una domanda, da inoltrare on-line, dove prenotare l’attivazione della pratica di emersione;
2. il pagamento di un contributo statale di 500 euro;
3. la ricezione via e-mail della comunicazione della data di convocazione presso lo sportello Unico per l’immigrazione;
4. la presentazione, alla convocazione presso lo sportello Unico per l’immigrazione, del datore di lavoro e del badante/colf da regolarizzare, dove devono esser consegnati tutti i documenti necessari per l’istruzione della pratica (cessione di fabbricato, busta paga o certificato medico d’invalidità del datore di lavoro, fotocopia dei documenti d’identità). Qualora il datore di lavoro non possa presenziare all’appuntamento è necessaria la presentazione di un delegato munito di procura speciale notarile, attestante l’incarico ricevuto;
5. la presentazione presso gli Uffici Unici dell’Immigrazione del datore di lavoro e del collaboratore domestico per la firma del contratto di lavoro. Qualora il datore di lavoro non possa presenziare all’appuntamento è necessario la presentazione di una delegato munito di procura speciale notarile, attestante l’incarico ricevuto;
6. la convocazione dello straniero presso l’Ufficio Immigrazione della Questura per l’identificazione a mezzo di rilievi foto-dattiloscopici;
7. il ritiro presso l’Ufficio Immigrazione della Questura del titolo del permesso di soggiorno.)

L’attività dell’organizzazione iniziava essenzialmente con il procacciamento dello straniero (che può essere di fatto considerato un “cliente”), al quale veniva proposta l’opportunità di ottenere, previo pagamento della somma di denaro, un permesso di soggiorno. L’attività di procacciamento di clienti veniva svolta da tre degli indagati, di nazionalità egiziana.
Successivamente, una volta “trovato il cliente”, l’organizzatrice e promotrice dell’associazione, unitamente al marito che le forniva stabile collaborazione, coordinava tutte le attività connesse delegando gli altri appartenenti al sodalizio criminale allo svolgimento delle necessarie attività illegali, ripartendo poi i profitti.
Alcuni sodali avevano il compito di ingaggiare altri cittadini italiani che, dietro compenso, si fingevano datori lavoro degli stranieri e si presentano presso lo Sportello Unico dell’Immigrazione utilizzando documenti d’identità contraffatti, anche questi forniti dalla stessa organizzazione e spesso intestati a persone ignare del furto/clonazione della loro identità ovvero a soggetti defunti.
Altri partecipi all’organizzazione, invece, avevano il compito di produrre/procurare i documenti falsi (false cessioni di fabbricato, false dichiarazione dei redditi, false procure dell’ufficiale di stato civile, non esitando in alcune occasioni anche a falsificare delle denuncie di smarrimento con intestazioni di uffici delle FF.PP.).
Ancora altri gregari si occupavano, unitamente a medici di famiglia conniventi, di produrre materialmente o far compilare dei certificati medici d’invalidità falsi, ovviamente a nome di persone che poi risultano essere assolutamente sane.
Infine alcuni appartenenti al sodalizio, presentandosi con falsi documenti d’identità presso i notai, ottenevano a loro favore o a favore di ulteriori identità fittizie il rilascio di procure notarili autenticate.
Attraverso numerosi servizi di osservazione/pedinamento e con l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche, è stato alla fine possibile ricostruire il modus operandi dell’associazione criminale, individuando il ruolo dei vari sodali e comprendendo che i proventi illeciti venivano ripartiti tra i consociati in maniera differente, a seconda del ruolo ed alle difficoltà del compito.
Fondamentali, in tal senso, sono stati anche gli arresti già effettuati nel corso dell’attività investigativa, nel periodo compreso tra febbraio ed aprile scorso, allorquando sono state fermate ed identificate 3 persone in possesso di alcuni documenti falsi e già pronti per la regolarizzazione di soggetti extracomunitari.
È stata altresì appurata l’esistenza di un vero e proprio “prezzario” per le prestazioni svolte da ognuno dei consociati (es. 100 euro per un certificato medico, 100-150 per una cessione di fabbricato falso, 500 euro per fingersi datore di lavoro, 20 euro per il trasporto in auto degli stranieri presso gli uffici, etc.). Si è potuto fino ad ora calcolare un volume d’affari dell’organizzazione di almeno 4.000.000 di euro.
Da quanto si è potuto verificare attraverso le indagini, l’intera organizzazione ha trattato circa 1000 pratiche di emersione di cittadini, di cui fino ad ora 200 sono state con certezza dichiarate contraffatte, per le altre sono ancora in corso accertamenti.

Per quanto concerne tutti i permessi di soggiorno già ottenuti dagli stranieri grazie all’attività illecita della predetta organizzazione, si provvederà al loro ritiro e sequestro, estendendo la ricerca su tutto il territorio nazionale, con la successiva trattazione della posizione amministrativa degli interessati presso i competenti Uffici Immigrazione.
Dato l’elevato numero di documenti d’identificazione falsi prodotti dall’organizzazione, in particolare carte d’identità, sono in corso ulteriori verifiche tese ad accertare se questi vengano anche confezionati per conto di altre organizzazioni criminali nazionali ed internazionali, o comunque per garantire la copertura di soggetti ricercati dalle FF.PP.
L’operazione, eseguita questa notte dai Carabinieri del Gruppo di Roma, ha portato complessivamente all’esecuzione di 22 provvedimenti cautelari notificati nelle prime ore di oggi (13 o.c.c. in carcere, 5 arresti domiciliari e 4 obblighi di presentazione alla P.G.), che si aggiungono quindi ai 3 arresti già effettuati durante lo svolgimento delle indagini. È stata inoltre sequestrata copiosa documentazione utile per l’ulteriore prosecuzione delle investigazioni che con ogni probabilità porteranno all’individuazione anche degli componenti del sodalizio criminale.

Posted by on 27 ottobre 2010. Filed under News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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