Quel bando che non si aveva da fare: La Via in difesa degli agrumicoltori siciliani

BRUXELLES 08 Novembre 2010 – Da diversi giorni, sui principali quotidiani dell’Isola, esponenti politici e funzionari regionali si affannano a spiegare che il bando realizzato per il ritiro degli agrumi siciliani dal mercato, la scorsa primavera, é stato salutare per il comparto e che i succhi prodotti verranno regolarmente distribuiti agli indigenti sotto forma di aiuti alimentari.
“Mi sembra invece – dichiara l’On. Giovanni La Via – che nessuno si preoccupi dei poveri agrumicoltori che hanno dovuto sostenere costi aggiuntivi per raccogliere il prodotto e trasportarlo ai centri di raccolta e che avrebbero dovuto incassare 0,21 euro/Kg.
Avrebbero dovuto – sottolinea l’On. Giovanni La Via – perchè oggi non si comprende più da parte di chi dovrebbero essere effettuati i pagamenti considerato che il Presidente dell’AGEA, organismo indicato nel bando per l’effettuazione degli stessi, ha appena dichiarato che l’Agenzia da lui presieduta non ha avuto alcun ruolo nella procedura se non quello di individuare i soggetti che hanno provveduto e provvederanno alla distribuzione dei succhi agli indigenti”.
Tutti i dirigenti, ormai preoccupati della frittata, si ostinano ad affermare che il bando non ha determinato alcuna alterazione del mercato. Questo corrisponde solo in parte alla verità non avendo lo stesso contribuito ad innalzare il prezzo pagato alla produzione dagli operatori commerciali mentre ha determinato, e sicuramente determinerà, un’evidente alterazione del mercato del succo di arancia rosso per effetto delle scorte formatesi presso le due aziende aggiudicatarie del bando di ritiro promosso dalla Regione Siciliana.
A tale proposito si registra, negli ultimi giorni, un’interrogazione sul tema presentata dalla Senatrice della Lega Nord Boldi, Presidente della Commissione Politiche Comunitarie della Camera dei Deputati, con la quale viene chiesto al Ministro delle Politiche Agricole e al Ministro delle Politiche Comunitarie di verificare la conformità del bando al quadro normativo vigente in tema di concorrenza.
“Nel complesso, la vicenda – conclude l’On.le La Via – tende ad ingarbugliarsi e non si comprende più, nel gran pasticcio creato dal Governo Regionale, chi pagherà gli agrumicoltori siciliani per i conferimenti effettuati. Si tratta in tutto di 3.980 aziende che, dopo aver effettuato spese aggiuntive per la raccolta ed il trasferimento del prodotto ai Centri, rischiano di non vedere nemmeno un euro!
Ci troviamo di fronte all’ennesimo annuncio del Governo Lombardo al quale non solo non segue alcun beneficio ma che determina, invece, un forte danno per il sistema imprenditoriale siciliano”.

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