Palermo: torna lo storico ristorante Charleston, recuperate le antiche vetrate Liberty

PALERMO 24 Novembre 2010 – E’ l’ottimismo, che fece esplodere lo stile liberty, ad animare in periodo di crisi l’ultima fatica dell’imprenditrice palermitana Mariella Glorioso. Torna da stasera al centro di Palermo lo storico ristorante Charleston, non più a piazzale Ungheria, ma nella adiacente via Magliocco, accanto alla Antica Pasticceria Mazzara che ha da poco celebrato i suoi 100 anni di vita grazie al rilancio realizzato dalla stessa Glorioso.
La nuova “edizione” del Charleston, firmata dalla società Normanna amministrata da Mariella Glorioso, del precedente locale mantiene e valorizza anzitutto le famose antiche vetrate artistiche disegnate dall’architetto Ernesto Basile e realizzate da Pietro Bevilacqua, ultima testimonianza di Villa Deliella, l’edificio liberty di piazza Croci abbattuto la notte del 28 novembre 1959. Come ha rilevato oggi la storica dell’arte Maria Antonietta Spadaro, si tratta di uno dei migliori esempi del liberty del Basile conservati fino ai nostri giorni, con una “perfetta fusione tra figurazione artistica e architettura, ispirata alla natura e all’inventiva. Oltre a raffigurare le Quattro stagioni, segni zodiacali e simboli mitologici, una in particolare, la Fortitudo, riprende un’opera di Giacomo Serpotta custodita nell’Oratorio di Santa Cita”.
Le vetrate, impreziosite quarantatre anni fa nell’antico Charleston dall’arch. Papini, oggi dominano, assieme agli onici restaurati, il locale moderno che vi fa da cornice con legni, specchi e materiali pregiati disegnati dagli architetti Flora La Sita e Francesco Barbato.
Un binomio tra passato e futuro, dunque, che si esprime nelle “carte delle vivande” firmate, da un lato, dallo storico chef di casa Charleston, Carlo Hassan, famoso in tutto il mondo, che lo scorso mese di ottobre ha ricevuto il Premio alla carriera dal Capo dello Stato; e, dall’altro lato, dallo chef del Nuovo Charleston, Angelo Gervasi, che ha rappresentato l’Italia in Svizzera, in Giappone, in Thailandia, in Canada, a Parigi, Berlino, Bonn e New York.
Nella sua lunga vita, cominciata nel 1967, il Charleston Palermo ha avuto fra i suoi ospiti illustri il Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro e Papa Giovanni Paolo II, oltre a numerose celebrità dell’arte e dello spettacolo.
La sua cucina originale, trait d’union fra la tradizione siciliana e quella internazionale, ha meritato prestigiosi riconoscimenti, quali le due stelle della Guida Michelin, le quattro forchette della Guida Veronelli, nonché quelli delle guide Pirelli e Gambero Rosso.
Oggi il nuovo Charleston Palermo, in una sintesi fra tradizione, valori ritrovati e proiezione verso il futuro, rafforza il suo legame col territorio utilizzando prodotti tipici di aziende aderenti al progetto “Presidi Slow Food”, accanto alle consuete proposte di cucina nazionale e internazionale di qualità a base, fra l’altro, di pregiate materie prime quali il caviale e la carne tipo Kobe. Sono stati nuovamente inseriti il carrello dei lessi, il plateau dei formaggi, sia del territorio che provenienti da altri Paesi, e i famosi piatti alla lampada di Hassan. Non manca una nutrita carta dei vini selezionati dal sommelier Giorgio Dragotta da una cantina ricca di 500 etichette, che esalta i vini siciliani ma dà spazio anche ad altre rinomate realtà.
Il Nuovo Charleston la sera offrirà il meglio di sé agli estimatori dell’alta ristorazione. Ma a pranzo sarà aperto anche a chi va di fretta e ai giovani che amano anche solo conversare davanti ad un buon vino: a disposizione menù “corti” e il carrello dei calici, formula “europea” che rende i prezzi molto abbordabili.
“Dopo l’Antica Pasticceria Mazzara – spiega Mariella Glorioso – con il Charleston riportiamo al centro di Palermo anche la ristorazione di qualità che appartiene al periodo più florido degli ultimi due secoli della storia della città. Una realtà essenziale che mancava nel nostro panorama e che ricrea quell’atmosfera magica nella quale ci si soleva ritrovare per discutere di affari come per conversazioni culturali e, perchè no, anche per incontri sentimentali. L’ambiente – aggiunge Mariella Glorioso – riesce a mescolare in modo armonioso passato e futuro non solo nella sua raffinata cucina, ma anche nella scelta degli arredi”.

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