Rosolini: cerimonia di intitolazione acquedotto comunale a “ Francesco Giunta”

Rosolini: cerimonia di intitolazione acquedotto comunale a “ Francesco Giunta” ROSOLINI 03 Dicembre 2010 – Tanti i presenti stamattina alla cerimonia di intitolazione dell’acquedotto comunale di via S.Alessandra a “Francesco Giunta” il giovane rosolinese tragicamente scomparso a seguito di un incidente stradale la scorso mese di maggio e divenuto emblema della cultura della solidarietà e dell’altruismo onorando Rosolini e i suoi cittadini, per il nobile gesto di donazione degli organi compiuto dalla sua famiglia. Presenti Autorità civili, militari e religiose tra le quali il Sindaco e la Giunta Comunale, il parlamentare regionale on. Pippo Gennuso, genitori e familiari del giovane Francesco, don Angelo Giurdanella, Vicario Generale della Diocesi, i Presidenti dell’Aido regionale e provinciale. Ad inizio cerimonia gli interventi della professoressa Giuseppina Milceri, presidente dell’Archeoclub di Rosolini e cultrice di storia patria, con alcuni cenni storici dell’immobile, la cui realizzazione risale a 100 anni fa, ovvero nel 1910, e del referente comunale del servizio idrico Tino Scala sulla funzionalità del serbatoio. A seguire gli interventi dei rappresentanti Aido che si sono soffermati sulla importanza della donazione degli organi. L’on Gennuso da parte sua ha ringraziato da una parte gli amministratori comunale per la sensibilità mostrata e dall’altra ancora una volta messo in risalto il nobile gesto compiuto dai genitori dello sfortunato giovane. Ad illustrare i motivi della scelta di intitolare l’immobile al giovane Francesco Il Sindaco Savarino. “L’edificio ha distribuito e distribuisce l’acqua emblema di vita alla città –ha detto il Sindaco Savarino – così come Francesco con la donazione dei suoi organi ha dato una vita migliore a chi li ha ricevuto, dunque entrambi accumunati dal “dono della vita”. Toccante infine l’intervento di una familiare di Francesco che ha ringraziato gli amministratori e la città intera per il sostegno ricevuto e la sensibilità mostrata nei loro confronti. A scoprire la lapide i genitori del giovani mentre don Angelo Giurdanella ha proceduto alla benedizione.

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