Operazione “Green Day”, maxi blitz antidroga dei carabinieri nella capitale

di Antonella Serafini

ROMA 10 Dicembre 2010 – Nelle prime ore di oggi, nel popoloso quartiere romano di Tor Bella Monaca, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Frascati, in collaborazione le Compagnie dipendenti ed il supporto del Nucleo Elicotteri di Pratica di Mare e delle unità cinofile di Santa Maria Galeria, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 15 soggetti appartenenti alla criminalità locale otto dei quali ritenuti responsabili, a vario titolo e con ruoli diversi del reato di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, mentre, i restanti, ritenuti responsabili del reato di spaccio di stupefacenti in concorso.

Il blitz dell’Arma è scattato nel cuore della notte, con l’impiego di oltre 150 Carabinieri che si sono presentati simultaneamente nelle abitazioni degli arrestati, sorprendendoli nel sonno per scongiurare eventuali tentativi di fuga. Al contempo sono stati eseguite oltre 30 perquisizioni sia nel cuore di Tor Bella Monaca sia in alcuni centri del litorale laziale.

Le indagini, che hanno avuto inizio nel settembre 2009 a seguito dell’aggressione ad un cittadino bengalese nel quartiere di Tor Bella Monaca ed al successivo arresto dell’auotre operato dai Carabinieri del Nucleo Investigativo con l’accusa di tentato omicidio, hanno permesso di dimostrare innanzitutto la presenza di un’articolata e consolidata associazione a delinquere, stanziata nel quartiere di Tor Bella Monaca, dedita, fondamentalmente, ad attività illecite riconducibili al traffico, allo spaccio ed alla detenzione di sostanze stupefacenti. Detta organizzazione, che si riconduce a due noti personaggi del posto,  è risultata composta per lo più da giovani ed ha dimostrato una capillarità tale da riuscire a gestire lo spaccio tanto all’ingrosso quanto al minuto della sostanza stupefacente, soprattutto cocaina, in un territorio di particolare allarme sociale. Proprio la particolare situazione ambientale, tra l’altro, ha costituito ostacolo gravissimo alle attività d’indagine. Come noto, infatti, il territorio ove insiste il su richiamato quartiere è costituito soprattutto da grandi palazzi di edilizia popolare (chiamati dagli stessi indagati “le torri”), collegati tra loro da una rete di passaggi sotterranei (i garage) che consentono di muoversi ed occultarsi con estrema facilità. A ciò deve essere aggiunto che la particolare altezza delle abitazioni in questione consente un controllo dall’alto che permette a chi delinque di tenere sotto osservazione la zona senza essere notato.

L’attività d’indagine ha riguardato, in contemporanea, anche altri soggetti che, sebbene non organici ad un sodalizio, si sono dimostrati particolarmente scaltri ed avvezzi all’attività si spaccio, soprattutto di Hashish, alcuni di loro, anche pericolosi per gli importante e non occasionali contatti di narcotraffico.

L’illecita attività criminosa posta in essere dagli indagati, così come è stata accertata, appare caratterizzata dai contatti telefonici frequenti diretti alla commercializzazione della droga con l’uso sovente di utenze non intestate alla propria persona e di un linguaggio criptico il cui reale significato è noto solo ai due interlocutori, linguaggio ovviamente usato al fine di sfuggire ad eventuali azioni di monitoraggio, ascolto e controllo da parte delle Forze dell’Ordine.

In conclusione gli indagati sentono la necessità di usare un linguaggio convenzionale e quindi criptico per paura che i loro discorsi siano ascoltati, dimostrando così come gli stessi si siano in precedenza accordati sul significato reale da attribuire alle singole parole, utilizzate successivamente per indicare la droga, ed evidenziando così inequivocabilmente il contenuto illegale della conversazione, proprio perché, come sopra si è avuto modo di precisare, la parola di copertura usata non è mai logicamente compatibile con il resto della conversazione.

Nell’ambito delle perquisizioni operate nei confronti degli altri indagati, non colpiti dal provvedimento, è stato arrestato un 21enne di Roma, trovato in possesso di 16 dosi di cocaina per un totale di circa 8 grammi.

A casa di uno degli arrestati è stata anche rinvenuta e sequestrata una pistola a tamburo calibro 7,95 nonché, a casa di un altro, oltre 17.000 euro probabili provento dell’attività di spaccio.

Nel corso dell’intera indagine sono stati complessivamente sequestrati oltre 10 kg tra hashish, marijuana, cocaina ed eroina, nonchè arrestate 10 persone nella flagranza del reato di spaccio.

Le indagini sono state coordinate e dirette dalla direzione Distrettuale Antimafia della Procura della repubblica presso il Tribunale di Roma.

Grande soddisfazione da parte della Procura della Repubblica e dell’Arma dei Carabinieri per la brillante operazione che ha sferrato un duro colpo al mercato degli stupefacenti del quartiere di Tor Bella Monaca.

Posted by on 10 dicembre 2010. Filed under News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

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