Lettera a Babbo Natale degli Ispettori del Lavoro siciliani

Caro Babbo Natale,
abbiamo deciso di scriverti per formularti le richieste che ci stanno
particolarmente a cuore, anche se non siamo più tanto bambini.
Ti avremmo voluto chiedere un mondo migliore, ma ci rendiamo conto che
per realizzare questo desiderio sarebbe sufficiente che ci attivassimo noi,
uomini e donne. Magari potresti suggerirci semplicemente come rimuovere
i rancori e le amarezze che condizionano quotidianamente le nostre scelte
e, con lo spirito tipico dei bambini, farci ritrovare la gioia di tentare nuovi
percorsi per creare condizioni di vita migliore per tutti.
La vera ragione che ci ha spinto a scriverti è che noi ispettori del lavoro
che operiamo in Sicilia, pur tentando ogni azione utile a rimuovere
quell’ingiustizia che consiste nel mancato riconoscimento del nostro
legittimo diritto di essere inquadrati nel ruolo che ci compete, continuiamo
a scontarci con un muro di gomma fatto di indifferenza politica,
incapacità di coordinamento da parte delle istituzioni e anche insofferenze
sindacali. Pazienza ne abbiamo tanta, ma sono passati circa trent’anni
da quando Mamma Regione ci ha adottati!
Sicuramente ci farai notare che in fondo una retribuzione l’abbiamo, ma
siamo convinti che non si vive di solo pane, ci vogliono anche le
soddisfazioni, soprattutto in questo mondo dove chi può (amministratori
pubblici, dirigenti, amici dei politici, consulenti esterni, membri dei consigli
di amministrazione, professionisti, ecc.)destina le risorse pubbliche che è
chiamato a gestire a proprio esclusivo vantaggio. D’altra parte già il buon
Einstein, che di problemi se ne intendeva, disse: “i problemi non possono
essere risolti dallo stesso atteggiamento mentale di chi li ha creati”.
Ma andiamo al dunque. Se in fondo al tuo sacco di doni c’è ancora
spazio, potresti metterci:
 il profilo professionale,
 una legge regionale di settore,
 una indennità di qualifica adeguata alla professionalità richiesta
dal ruolo ed al rischio a cui questo ruolo ci espone,
 una copertura assicurativa che ci tuteli appunto dai rischi fisici e
professionali,
 una indennità d missione congrua e un rimborso kilometrico
adeguato per l’utilizzo del mezzo proprio che ci viene richiesto
Vorremmo proprio vedere quali risultati raggiungeremmo se non
utilizzassimo la nostra auto privata! E quando parliamo di risultati
includiamo la sicurezza negli ambienti di lavoro, l’emersione del lavoro
nero, la tutela dei lavoratori dai soprusi dei datori di lavoro (gli
imprenditori per intenderci).
Non sono tante richieste, fanno tutte parte del famoso, ma purtroppo ormai
desueto, giuoco della “dignità professionale”.
D’altra parte sei rimasto la nostra unica speranza di ottenere questo
“giuoco” a cui teniamo tanto, visto che i nostri amministratori pubblici, i
sindacati ed i dirigenti, pare siano incapaci di portare a termine questa
impresa.
Ci sembra di sentirla quella tua grassa risata rassicurante e confidiamo
nell’effetto sui soggetti che potranno fare qualcosa per risolvere questa
annosa questione. Chissà che non tocchi la loro coscienza e faccia emergere
l’animo che caratterizza gli “uomini di buona volontà” avvezzi a risolverli
i problemi, non a crearli.
Natale 2010
Con affetto
Comitato Ispettori del Lavoro – Sicilia

Posted by on 25 dicembre 2010. Filed under Lettere, News Locali. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

Lascia un commento