Operazione “White Wolf”: catturato in Olanda latitante dal 2009

di Antonella Serafini

ROMA 14 Gennaio 2011 – I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma EUR hanno individuato ad Amsterdam uno dei soggetti sfuggiti alla cattura nel luglio 2009 nell’ambito dell’operazione “White Wolf”. L’uomo, un pregiudicato bosniaco di 50 anni, si era rifugiato nella Capitale Olandese, dove le locali forze dell’ordine lo hanno fermato in esecuzione del mandato di arresto europeo emesso nei suoi confronti. Il 50enne, dopo l’estradizione, è stato preso in consegna dai Carabinieri all’aeroporto di Fiumicino, ove è giunto sotto scorta, per poi essere associato al carcere di Regina Coeli.
L’indagine “White Wolf” portò, nel mese di luglio 2009, all’esecuzione di 48 ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei componenti di un gruppo criminale, formato per lo più da soggetti di etnia Rom, dedito al traffico internazionale di cocaina.
Nel periodo interessato dalle indagini, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, fu documentata l’avvenuta introduzione nel territorio Nazionale di 60 Kg di cocaina proveniente da Spagna e Olanda. Il quantitativo medio annuo della droga introdotta in Italia si aggirava intorno ai 150 Kg, con un volume d’affari per la banda stimato in circa 13.000.000 di euro.
La droga entrava nel territorio Nazionale grazie ad autovetture di grossa cilindrata munite di appositi doppi fondi: in un caso per il trasporto della “polvere bianca” fu utilizzata anche una lussuosa Ferrari, successivamente sequestrata dai Carabinieri.
Il capo dell’organizzazione, Osmanovic Sacir, attualmente detenuto, curava personalmente i contatti con i narcotrafficanti in Olanda e Spagna, dove spesso andava per trattare l’acquisto di grosse partite di sostanza stupefacente.
Le telefonate intercettate tra gli associati erano nei dialetti rom, sinto e caldaras, lingue per le quali non risultava iscritto alcun interprete ufficiale. La traduzione fu resa possibile grazie all’impiego di una persona delle stesse origini, nominata interprete dall’A.G. con generalità di copertura per tutelarne l’incolumità.
Da notare, infine, che l’organizzazione era solita muoversi con particolare efferatezza, determinazione e capillare controllo del territorio, entrando in aperto contrasto, per la spartizione del mercato, con i componenti di un’altra famiglia Rom. In una circostanza, gli appartenenti ai due gruppi criminali diedero vita ad un inseguimento lungo le strade di Rotterdam (Olanda), armi in pugno per tentare l’uno di sottrarre all’altro con la forza la partita di droga appena acquistata.

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